Sodom – Epitome Of Torture

Uuaarrgghh, Sodom ! La fiamma che più di ogni altra ha saputo scaldare il mio cuore durante i rampanti anni di gioventù capellona. Witching Metal, Conjuration, Wachturm, Eat Me!, Hanging […]

Uuaarrgghh, Sodom ! La fiamma che più di ogni altra ha saputo scaldare il mio cuore durante i rampanti anni di gioventù capellona. Witching Metal, Conjuration, Wachturm, Eat Me!, Hanging Judge… quale migliore colonna sonora per sfogarsi dopo una lunga giornata di sfruttamento lavorativo ? Nuclear Winter, Agent Orange, Stalinorgel, One Step Over The Line, Fields Of Honour… quali migliori inni per gridare l’insensata crudeltà della guerra ?

Anche se non privo di difetti (songwriting piuttosto statico, riff e refrain che si assomigliano un po’ tutti) il power trio teutonico ha sempre trovato nella persona del fornicatore il più classico degli estimatori grazie ad una qualità che li accomuna molto ai vecchi AC ϟ DC di Bon Scott. Sto parlando di quel “tiro”, quell’irresistibile scarica adrenalinica in grado di accendere nella mente dell’ascoltatore più pacato un certo killer instinct, da consumarsi preferibilmente nei pressi di Palazzo Montecitorio. Una bomba di stampo punk’n roll detonata fin dagli esordi (non penserete mica che Outbreak Of Evil sia un tributo ai Rainbow, vero ? ) e che sembrava destinata ad aprire il culo anche al più avido dei produttori discografici. Sembrava, appunto.

Il nuovo millennio ha aperto nuove interessanti prospettive, la purezza del thrash metal è clamorosamente rifiorita “regalando” un’ondata di nuovi adepti alla corte di Tom… e tutto è andato tristemente in malora ! Già dal fortunatissimo M-16 (l’ho riascoltato recentemente senza avvertire nessun sbalzo da pelle d’oca) un certo modo di suonare è andato a farsi benedire in favore di una sterzata meno dirty e più ragionata, sicuramente più “heavy”. Svolta che ha dato il via ad una marea di sbadigli, i quali sembrano destinati a non placarsi nemmeno col presente Epitome of Torture.

“Il thrash è la loro fede !” “Inossidabile Onkel Tom !” … no ragazzi, mi dispiace. Qui non troverete scritte le solite adolescenziali banalità preconfezionate. Piuttosto, è proprio il dischetto in questione ad aver poco da dire.
Certo, i primi minuti scorrono via senza intoppi, ma già dalla title track (3^ brano) la pazienza inizia a vacillare e scatta quel fastidioso ma inesorabile desiderio di skippare verso la traccia successiva in cerca di un po’ di giustizia. Senso di appagamento che purtroppo il combo tedesco non è più in grado di trasmettere.
Non preoccupatevi comunque eccessivamente, carissimi fanatici dell’ultim’ora: probabilmente sono io la mente retrograda in grado di non capire “l’inarrestabile evoluzione di zio Angelripper” (fra tutte le stronzate partorite dal web, questa rimane senza dubbio la migliore ! ).  Non prendetevela se vi dico che dopo svariati – e forzatissimi – ascolti, gli unici spunti in grado di meritare la sufficienza emergono dall’auto-celebrativa S.O.D.O.M. (scontatissimo il chorus) o ancor più dall’epica Into the Skies of War (molto ruffiana, ma tutto sommato convincente).
Il resto è davvero una… tortura, comprese le bonus tracks presenti nella versione deluxe, da molti considerate come il punto più alto di questa “nuova” incarnazione: Waterboarding mi ha quasi infastidito (Tom facci un piacere, evita di salire troppo con lo screaming ! ) mentre Splitting The Atom ha avuto il solo effetto di aumentare la quantità di melatonina nel mio organismo.

Profondamente deluso, piazzo comunque una votazione all’acqua di rose, dettata soprattutto dalla sudditanza psicologica che provo nei confronti del logo che troneggia in copertina, ed allo stesso tempo rabbrividisco nel constatare l’attuale appeal mediatico della band, grottescamente raddoppiato rispetto a quello di una ventina di anni fa (alzi la mano chi ha in casa una copia del granitico Tapping the Vein ?!?! ). Mr. Such questo l’ha capito benissimo e continua, insieme agli amici / nemici Petrozza & Schmier, a “far marchette” per l’ormai imminente pensione (attenzione, la Merkel non perdona ! ).
Dopotutto, l’ingrato mestiere di musicista prevede anche questo.

Alexander Il'ič Ul'janov

About Alexander Il'ič Ul'janov

Industrial Music For Industrial People