Skoll – Of Misty Fire We Are

Sarà una fredda ed immobile nebbia  ad accoglierci sul nuovo album Skoll, una coltre persuasiva quanto “semplice”, dotata di quei pochi ingredienti necessari a farti sentire subito a casa. Quando […]

Sarà una fredda ed immobile nebbia  ad accoglierci sul nuovo album Skoll, una coltre persuasiva quanto “semplice”, dotata di quei pochi ingredienti necessari a farti sentire subito a casa. Quando un disco non ha bisogno di nascondersi dietro niente e nessuno e quando il linguaggio diventa puramente istintivo e selvatico riceviamo prodotti come Of Misty Fire We Are, lavori naturali, figli di calamità puramente istintive ed atmosferiche. C’è un bilanciamento che sa tanto di perfezione sul nuovo nato in casa Skoll, un bilanciamento posto fra la necessaria “spinta ritmica” ed una truculenta/espansiva violenza, con quest’ultima mai fine a se stessa e pronta a lavorare a favore dello spiccato e dilatato impianto armonico.

Stupisce l’essenzialità, stupisce il modo in cui ci ingabbiano nella loro perfida rete. Penso che Of Misty Fire We Are riuscirà nel non facile compito di soddisfare i vecchi volponi ancora vaganti (o meglio saggiamente “nascosti”) ed intrigare al contempo gli ascoltatori più giovani e magari ancora “inesperti” nei confronti di cosa voglia dire provare “determinate sensazioni”. Lo storico leader M.(the bard) ci guiderà con forza e ardore inesauribili sulla scia di possenti metriche, tutte spiegate con la necessaria virtù all’interno di sette monolitici brani (quattro saranno fieramente declamati in lingua). Spirito saldo, uno strano senso di quiete e ritmiche arcigne sono certamente importanti (saranno la prima componente a colpirci) ma allo stesso modo saranno importanti gli “strati notturni” partoriti con gusto – soprattutto mai invadenti- dalle tastiere di Lunaris (nient’altro che eccellenza al servizio del pezzo), già noto per la sua militanza negli Opera IX (come il leader M. d’altronde).

A scanso di equivoci il brano più lungo ci viene offerto in dono già in partenza, La Luna del Lupo con i suoi otto minuti riuscirà a renderci immobili e affascinati, subito schiavi di un riffing amaro, variegato e trascinante. Il brano stabilirà l’andatura ideale che vivremo sino a La Tempesta degli Elementi (farà storia a se solo l’ultima e breve Eternal Path), nel mezzo saremo prima tramortiti dalla ficcante Into the Misty Forest I Go (con inaspettati lampi “vintage”) e poi dalle spirali epico-sinfoniche di Teutoburgo per finire sul puro misticismo di Exercitus Antiquus (pezzo a dir poco portante dell’intera opera) e sulle sognanti alture di Misty Mountains (quanto è bello l’ingresso con quel riffing affiancato così bene da quell’ingresso vocale epico, per non parlare di alcuni rilievi tastierosi da prima era Dimmu Borgir).

Of Misty Fire We Are suona un po’come l’album della maturazione per la pagan black metal band italiana, ma riesce anche nel compito di rimanere completamente “puro”, in barba a quella poca foschia grattata via in sede di produzione rispetto alle release precedenti. Skoll, siamo forse di fronte ad un piccolo passo verso una nuova era?

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