Shrine of the Serpent / Black Urn – Shrine of the Serpent / Black Urn

Ottimo davvero questo robusto split tutto death doom di provenienza americana trascinato in Europa dalla propositiva e prolifica Godz Ov War Productions. Sia Shrine of the Serpent che Black Urn […]

Ottimo davvero questo robusto split tutto death doom di provenienza americana trascinato in Europa dalla propositiva e prolifica Godz Ov War Productions. Sia Shrine of the Serpent che Black Urn infiammano le ceneri di un rituale che saprà certamente poco di novità ma che ci ripaga alla grande per messa in pratica e “peso effettivo”. Al suo interno troveremo quattro brani (due a testa, i Black Urn chiuderanno però con una gonfia, bofonchiata e stridula revisione di una Junkhead di marca Alice in Chains, giusto per cambiare il mood generale respirato nei minuti precedenti) intensi e scanditi, a loro modo lesti ed efficaci nel conferire lente e potenti legnate.

I Shrine of the Serpent in apertura hanno l’occasione e il modo di mettersi in posizione privilegiata con due pezzi scritti di proprio pugno e il “confronto” sarà vinto proprio da costoro, ma c’è da dire che i Black Urn con la loro My Strength Is Within Heavenless Plains riusciranno nell’arduo tentativo di mettere loro il bastone fra le ruote.

Se il fascino di possedere gli split scorre ancora con passione dentro di voi (anche se il portafoglio piange e qualcosa va sempre sacrificato) non vedo cattivi motivi per evitarsi questo piccolo gioiello nominato Shrine of the Serpent / Black Urn. Per far scattare automaticamente il richiamo basterà inforcare l’opener Desecrated Tomb e lasciarsi trascinare nella pura oscurità di un riffing tanto appiccicoso quanto portatore concreto di latenti tenebre.

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