Septic Mind – The True Call

Nuova opera nera ed opprimente per i russi Septic Mind che per l’occasione ci ripropongono altri tre lunghi brani come successo d’altronde nel precedente The Beginning. Possono annoiare più o […]

Nuova opera nera ed opprimente per i russi Septic Mind che per l’occasione ci ripropongono altri tre lunghi brani come successo d’altronde nel precedente The Beginning.

Possono annoiare più o meno del solito ma di certo non li si può negare l’abilità di saper ergere strutture esageratamente banali o buttate li a caso, una maniera d’esprimersi con formule chiuse e ben pensate dove lo spazio per luce/aria non trova posto se non per brevissimi momenti e con un raggio d’azione davvero limitato.
In questi casi la preparazione diventa tutto, i tre brani portano lentamente l’ascoltatore verso l’ora complessiva, accompagnandolo in un flagellante percorso interiore dove le paure più frequenti potranno trovare terreno fertile per le loro subdole radici. Sapere a cosa si va incontro e saperlo come affrontare, questo è il funeral doom, questo in sintesi ciò che sono i Septic Mind.

Non manca la profondità, non manca una prestazione vocale estrema e non mancano le oscure litanie di trasporto, espediente determinante per la riuscita di ogni pezzo. Ma non è come si potrebbe facilmente pensare, questa volta lo sfinimento è in qualche modo sedato rispetto ad uscite definibili come “convenzionali”. La band russa sembra trovarsi perfettamente a proprio agio nel costruire drappi sonori così lunghi, statici (per quanto riescano ad evadere il significato del termine rispetto ad altri) e neri come la pece. E’ un abilità non comune quella che fuoriesce da questi solchi profondi e ben calcati, progettati e sviluppati con arte, da chi sa cosa volere esattamente dalla propria musica.

La title track (25 minuti), Doomed To Sin (18 minuti) e Planet Is Sick (14 minuti) renderanno sicuramente la vita meno semplice all’accompagnatore di turno (perché mai negarlo), ma d’altronde è prerogativa di questa particolare musica saper far risaltare a dovere tutto ciò di negativo -almeno quello che abbiamo dentro- per renderlo in qualche maniera “positivo” e stranamente romantico. The True Call rappresenta l’ennesimo ottimo segnale che la scena russa ci offre in territorio funeral doom, perderselo sarà certamente possibile (non si arriva su livelli massimi) ma averlo accanto conferisce quella strana -e non indifferente- sensazione di completezza.

About Duke "Selfish" Fog