Deadly Carnage – Sentiero II – Ceneri

Sentiero II – Ceneri è il secondo atto per i Deadly Carnage, il disco impiegherà un pelino più del dovuto per fare breccia e convincere pienamente, ma alla fine si […]

Sentiero II – Ceneri è il secondo atto per i Deadly Carnage, il disco impiegherà un pelino più del dovuto per fare breccia e convincere pienamente, ma alla fine si potrà pesare tranquillamente l’uscita in maniera interamente positiva. I Deadly Carnage devono aver lavorato non poco in sede di “perfezionamento”, questo lo si percepisce abbastanza chiaramente anche dopo un primario e magari distratto ascolto. Il loro black metal suona “adulto”, è impacchettato e proposto al meglio, con una produzione vibrante (e vagamente asettica) che aiuta sicuramente a fornire quel feeling necessario nei confronti di un prodotto che si farà senz’altro apprezzare.

E’ difficile tirare in ballo alcuni monicker “sicuri” per fare classici paragoni, la musica targata Deadly Carnage stava qui prendendo una forma del tutto personale, una forma che arriva a sfiorare l’arte ed il percorso portato avanti da una band come i Frostmoon Eclipse. Si può dunque dire che la musica suoni in un certo qual modo “tipicamente italiana” (più qualche iniezione di sangue americano/canadese), un vago sentore che potrà senz’altro procurare (e invogliare di pari passo) qualche prurito d’insano piacere ai più. Insomma se siete maniaci del “made in Italy” saprete già come comportarvi, ma anche i cercatori di un qualcosa di più “atipico” -in un certo senso definibile “avantgarde”- troveranno gustoso e “croccante” pane per le proprie esigenti zanne.

Sono sei le canzoni in scaletta,  per come lo vedo io Sentiero II – Ceneri è sapientemente diviso in tre tronconi da due canzoni cadauno. All’interno troveremo variazioni notevoli e perfettamente indicative della capacità di scrittura di questi ragazzi. Si creano incollandosi fra loro diversi umori che lasciano sfogare una sana irruenza e toni pacati in qualche modo rituali. Introspezione ed un uso mai banale delle melodie faranno il resto (aiutati degnamente da una prestazione canora di tutto rispetto) andando ad impreziosire ogni singolo passaggio del disco.

Circolare e marcia il giusto la prima Guilt of Discipline, qui assisteremo a diverse mutazioni niente male (il brano fornisce trasporto e dannazione in ampie dosi) prima di terminare abbracciati a delle chitarre dai toni seducenti ed onirici. Quasi progressiva e dannata è Parallels, canzone “introspettiva” che vede il singer Marcello sugli scudi, affiancato da indovinate partiture acustiche mai campate per aria. Le due parti di Epitaph sono quelle più dirette e ficcanti, non a caso messe proprio a centro disco per spezzare e fare una sorta di “break” rispetto quelle più “laboriose” ed intime. L’ultimo spezzone regala invece il brano a mio gusto più bello (Growth and New Gods è un piccolo masterpiece) e quello che ti ritrovi a non aspettarti (Ceneri), in questo caso i Deadly Carnage mettono in atto una lunga ed oscura -quanto destabilizzante- litania recitata completamente in italiano.

Non sarà di certo etichettabile come capolavoro Sentiero II – Ceneri, ma almeno sta a dimostrare la presenza di valide e per niente scontate formazioni sulla nostra penisola. La strada intrapresa con quest’album verte senza dubbio nella giusta direzione, l’unico mio rammarico lo imputo infine alla copertina che non riesco proprio a “sposare” con le note successivamente ascoltate.

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