Selfmachine – Societal Arcade

Societal Arcade è il secondo album degli olandesi Selfmachine, materia melodica ed efficace, capace di condurti attraverso una tracklist avvicente e piena zeppa di melodia magnetica in grado di esercitare […]

Societal Arcade è il secondo album degli olandesi Selfmachine, materia melodica ed efficace, capace di condurti attraverso una tracklist avvicente e piena zeppa di melodia magnetica in grado di esercitare non poco potere persuasivo.

I Selfmachine suonano un miscuglio metal efficace, musica che giostra fra l’alternativo, l’industriale e il metalcore. Messo così Societal Arcade potrebbe sembrare una zuppa incerta senza alcun capo o coda, invece riuscirà a prendersi la giusta attenzione grazie a canzoni dal tiro semplice e trascinante, canzoni che sanno esattamente cosa vogliono ottenere di volta in volta. Il “provare per credere” è quantomeno lecito se la voglia di un’alternanza fra voci pulite al miele e aspetti aggressivi non ci infastidisce solitamente più di tanto (le parti si alternano con una fluidità mai stucchevole), vedrete che al resto penseranno loro con una manovra di erosione fatta come si deve e su misura. I ragazzi sembrano sfiorati da una ispirazione costante che non dimencheranno di esibire per mezzo di refrain capaci di stamparsi all’istante nella nostra testa.

Societal Arcade ci arriva sul piatto prodotto in modo impeccabile, fattore che aumenta non poco una certa goduria nei suoi confronti. I brani arrivano subito al punto, tanto (viene praticamente mantenuta una linea media di tre minuti) che durante i successivi ascolti sembrerà di conoscerli addirittura da mesi o anni.

E così se un bel giro fra influenze Fear Factory, sapori grunge e nu metal, Faith No More , Red Hot Chili Peppers e certo melodic death a cavallo tra In Flames e zuccherosità alla The Unguided si daranno continuamente il cambio senza mai snaturare una linea continuativa di base. E davvero, i Selfmachine non sbagliano un pezzo che sia uno, fra questi emergono certamente l’opener Against the Flow, la simpatica Giddy-Up! l’hit Normal People, No Cliché e anche quella mosca bianca (la più lunga con i suoi sei minuti) finale di Luminous Beings, pezzo che ci depone sopra una speciale linea malinconica in grado di generare la voglia di riascoltare il tutto.

Societal Arcade è quel disco adatto per staccare la spina o per ottenere in cambio una bella scarica, magari non troppo violenta ma sicuramente capace di smuovere anche più di prodotti maggiormente violenti.

About Duke "Selfish" Fog