Satanic Warmaster – Nachzehrer

L’annata 2010 black metal passa obbligatoriamente da qui, da Nachzehrer, quarto disco di Satanic Tyrant Werwolf con la sua creatura Satanic Warmaster. Son dovuti passare ben cinque anni (il precedente […]

L’annata 2010 black metal passa obbligatoriamente da qui, da Nachzehrer, quarto disco di Satanic Tyrant Werwolf con la sua creatura Satanic Warmaster. Son dovuti passare ben cinque anni (il precedente Carelian Satanist Madness uscì nel 2005) d’attesa, cinque anni di “magre consolazioni”, cosparsi di split, ep e vari best of.

Serve forse rassicurare i seguaci del tiranno? Ovviamente la risposta è no. Nachzehrer è tutto ciò che aspettavamo da questo monicker. Solito sound marcio, solite melodie malinconiche a sovrastare e consueto spirito bestiale a guarnire. Al disco non manca proprio niente, le note arrivano, fanno il loro dovere con astuzia e se ne vanno via lisce in poco tempo. Non è più tanto scontato trovare caratteristiche “dislocative” del genere (sia in loro che in generale), il tempo smette di essere e noi frastornati possiamo solamente subire, ancora e ancora a ripetizione. Le chitarre di Satanic Tyrant Werwolf sono saggiamente predisposte al distacco (immaginaria rottura) un “trucco” che riesce ancora una volta ad imprigionarmi senza sforzi.

Le “squadre” di ascoltatori in campo black metal ormai sono ben delineate, non serve più consigliare un disco di questo genere o meno, non regge il solito discorso “non c’è niente di nuovo”. Quando una entità come Satanic Warmaster si ritaglia il proprio spazio con la propria musica e giunge ad ottenere discreti risultati va solamente elogiata per la perseveranza, per la capacità di saper continuare dritta per l’unica strada disponibile/percorribile. I detrattori troveranno le consuete armi quali: “questo disco suona esattamente quanto l’esordio Strenght and Honour, cosa lo ascolto a fare?“; e via con discorsi simili/limitrofi del caso. Queste persone non tengono forse in considerazione che chi segue la musica di questo progetto è proprio nel posto che brama, dove desidera ardentemente essere, solo attraverso questa musica certe sensazioni riescono a fuoriuscire libertine e spontanee. Si può dunque cercare di fare paragoni con il passato discografico, e qui bisogna purtroppo ammettere di come Nachzehrer risulti il capitolo meno bello. Ciò non fa -ovviamente- molto testo visto che difficilmente si possono trovare discografie livellate come la loro. Non ho mai visto/sentito “verità assolute” riguardo la loro discografia, sempre diverse e sufficientemente motivate, sensazioni che scattano a pelle e stop (anche se Opferblut…).
Per me su tale ipotetica “scala” Nachzehrer termina proprio all’ultimo posto, giusto “merito” di qualche leggiadro spiffero di troppo qui e là, ma soprattutto per una canzone ben poco efficace come Bestial Darkness (che proprio non ci voleva).
Il resto della tracklist non si produce in cali vertiginosi (compreso l’outro medievale dal vago sapore Dargaard/Pazuzu) ed offre canzoni decisamente entusiasmanti. La prima di queste è Satan’s Werewolf, puro spirito misantropico a trasudare nel tentativo di avvolgere degnamente l’ascoltatore con un abbraccio cruento ma sicuro. Strofe declamate per mezzo del consueto odio e grandissima parte melodica che lascia indiscutibilmente inermi e privi di parole.
Vampires come lo stesso titolo fa intendere, è assetata e taglia profondamente nelle sue strofe, poi si lascia andare su un retaggio thrash/anthem da sfogo al momento del refrain. La doppietta Warmaster Returns / One Shining Star ha il compito di mostrare al pubblico il tipico brano Satanic Warmaster in crescendo. La prima tende al “colpo diretto” mentre la seconda pensa ad un “poco raccomandabile” lato emotivo (riffs da antologia espressi così, come se non ci fosse un domani). One Shining Star e Satan’s Werewolf sono i due capolavori assoluti di tutto Nachzehrer, cose da riporre con cura sulla loro bacheca personale (alla denominazione: “best of“). Non sarà nemmeno da trascurare la melodica Rotting Raven’s Blood, oserei dire catchy in modo suo, (per quanto possa valere questo termine in questo contesto) “cantilenante” e ben posizionata in coda grazie alla sua atmosfera cupa e notturna (“l’urletto” è diventato già dopo poco un mio culto personale).

Siete esausti dai grandi nomi che deludono? non ne potete più del nuovo corso Darkthrone? rivolgere lo sguardo verso Nachzehrer diventa prassi obbligata, quantomeno un certo tipo di delusione verrà lasciato per qualche attimo in disparte. La versione cd è uscita per Werewolf Records, etichetta di Satanic Tyrant Werwolf stesso, il vinile invece per l’essenziale Northern Heritage Records.

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