Sadistik Forest – Morbid Majesties

L’arrivo sulla scrivania virtuale del nuovo album a firma Sadistik Forest (il terzo capitolo) è stato notato, procurato, fagocitato e digerito nell’arco di pochissimi minuti. La formazione finlandese è difatti […]

L’arrivo sulla scrivania virtuale del nuovo album a firma Sadistik Forest (il terzo capitolo) è stato notato, procurato, fagocitato e digerito nell’arco di pochissimi minuti. La formazione finlandese è difatti riuscita ad entrare in quella particolare cerchia di gruppi per i quali procrastinare mi sembra reato, questo grazie alla realizzazione di un disco come Death, Doom, Radiation che nel 2012 avevo abbondantemente divorato senza controllo alcuno. A volte l’ingombranza dei capolavori ti fa aspettare/sospettare, quasi ti allontana dal momento dell’ascolto solo per evitare quel vago timore di poter ricevere un qualche tipo di delusione. Ben vengano dunque soggetti come i Sadistik Forest che con la loro musica esplosiva riescono ad aggirare con maestria pensieri e preoccupazioni. Con loro avverti fiducia, ed ecco spiegato il perché mi sia fiondato “a peso morto” sul loro nuovo Morbid Majesties.

Ma gli anni di sonnolente attesa non sono stati vani e grazie al contributo della Transcending Obscurity Records eccoci pronti ad esaminare il contenuto della nuova fatica.

I Sadistik Forest scelgono ancora una volta l’opzione dell’impatto, anzi se vogliamo a questo giro si va ancora più veloci, secchi e brutali rispetto al passato (la qual cosa non infastidisce di certo). Morbid Majesties scorre in un baleno e il suo movimento frantuma all’istante tutti i detriti lasciati a marcire nel tempo. Non c’è rischio, non c’è inganno, la band risulta ancora una volta ispirata e ben disposta a macerare quanto possibile, senza timore e senza provare alcuna vergogna.

Le otto pugnalate si danno il cambio avvolte dentro un moto continuo, la title track iniziale è solo la miccia cha avanza, pronta a far esplodere tutta la dinamite presente nei minuti protagonisti. Lampi, accelerazioni e schioccanti quanto ispirati assoli farciranno le canzoni proposte per l’occasione. Non ci si ferma e il respiro sarà bandito, esiliato a data da destinarsi. Ancora una volta i Sadistik Forest compilano puro esercizio per il nostro collo, esercizio che dal genere di riferimento (il death metal) si dirama a quelli limitrofi e più congeniali (senza per questo snaturarsi).

Il vocione di Markus Makkonen è ancora caratteristica cardine, quel tratto distintivo che finirà per marchiare a fondo tutto Morbid Majesties. Quasi inutile lanciarsi nella descrizione dei singoli brani: The Hour of Dread sarà una di quelle più semplici da apprezzare al primo passaggio mentre la pressante Destructive Art farà da tramite verso una seconda parte che prevederà solidi giri sulle varie Zero Progress (canzone che le esplora tutte), Monsters of Death e The Maelstrom Opens per finire a planare sui nove/stoici minuti di Bones of a Giant.

I Sadistik Forest mantengono lo stile ma non ripetono una copia del precedente lavoro. Alcune sensazioni divergono chiaramente e questa volta predomina una certa fame, tanto da farli sembrare molto più “incazzati”. Quasi non ti accorgi di quanto bene puoi infine volergli a Morbid Majesties.

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