Sad Eyes – Ad Dicti On

Certe volte basta il primo ascolto, anche in negativo ma basterà solamente quello. E già ti ritrovi a maledire la “professionalità” che ti spingerà comunque ad insistere, quella buona perseveranza […]

Certe volte basta il primo ascolto, anche in negativo ma basterà solamente quello. E già ti ritrovi a maledire la “professionalità” che ti spingerà comunque ad insistere, quella buona perseveranza sempre in cerca di barlumi positivi con cui sfamarsi. Ma già li sai, e sei pienamente consapevole del fatto che non riuscirà mai a farla franca, non questa volta almeno.

Brutta esperienza quella con i Sad Eyes, lo dico a malincuore, perché ogni volta si parte sempre con tutti i buoni propositi del caso. Ma proprio come si deve -spesso e quindi fortunatamente- promuovere bisogna anche bocciare, e altre maniere non si possono proprio usare con questo Ad Dicti On, terzo lavoro in studio del progetto Sad Eyes. Il monicker appartiene da sempre allo spagnolo Santi Gzlez (già con i Rex Devs) che di volta in volta si fa aiutare da personaggi “esterni” per i lavori vocali e blasfemi (a questo giro troveremo Kike Capilla, Raul Weaver e Kike Rodriguez). L’ascolto di questo disco è un “vuoto a perdere”, un rullo che macina e macina ma a vuoto. E’ inconcludente il death metal di questo progetto (meccanico e “scorbutico”), l’equivalente di gettarsi a pieno peso nella completa apatia. Le canzoni non riescono mai a dare una spinta, una scintilla, se ne conteranno ben 10 alla fine, ma a conti fatti potevano mettere la prima in loop e non sarebbe cambiato molto.

Permane un senso di “slegatezza” generale nonostante il pacchetto del prodotto e una certa foga siano comunque ben percettibili. Ad Dicti On martoria per tre lunghi quarti d’ora abbondanti, un death metal sterile, che non non cattura e non mette entusiasmo. In questi casi andare oltre è sempre inutile, il mio consiglio questa volta è di evitare, saltate al prossimo.

About Duke "Selfish" Fog