Royal Guard – Lights & Dreams

La forza viva e pulsante dell’hard rock, quella sincera, ruvida, nuda e cruda alberga a tutto volume sul disco di debutto dei nostrani Royal Guard. Il loro Lights & Dreams […]

La forza viva e pulsante dell’hard rock, quella sincera, ruvida, nuda e cruda alberga a tutto volume sul disco di debutto dei nostrani Royal Guard. Il loro Lights & Dreams lo tagli e lo avverti come pesanti passi sull’asfalto, la sua irruenza è come l’ago di una bilancia pronto a fronteggiare l’ispirato aspetto grezzo/scorticante, così melodico da affondare nelle viscere.

I Royal Guard vincono a mani basse la loro personale sfida grazie alla carica, alla brillantezza che riescono ad imprimere a quei pezzi così “belli, scalcianti e irrequieti”. Questi appaiono al contempo sporchi, dannati e molto accattivanti, formando di fatto un bel piatto sul quale passare del tempo in assoluta scioltezza. I minuti scivoleranno via come l’acqua dal bicchiere di un assetato, tanto che cercare di placare un disco del genere diventerà la classica partita già persa in partenza, giusto come quella miccia che brucia subito e velocemente (da una parte “realizzi”, dall’altra le cose ti sfuggono di mano in leggerezza).

La prima The Cage ci da già un’infarinatura dell’abilità di costruzione dei ragazzi, il colpo arriva a destinazione in maniera concisa, accompagnato a tutta dalla prestazione vocale di Davide Balbi, una sorta di versione più sporca e roca del buon vecchio Geoff Tate. Le effusioni nostalgiche proseguiranno sulle note di Shiver (assai notevole il refrain), della pungente No Regrets e della ritmica Midnight Kiss. Più ci inoltreremo nella tracklist e più comprenderemo la qualità di Lights & Dreams, qualità rinnovata dall’arrivo di ogni nuovo pezzo che di fatto cancella dalla nostra testa quello precedente. In questo stato di “trance” continueremo a “cavalcare” le varie Change Direction (ho ripensato immediatamente agli Skid Row), Live Forever, Breaking Floor, Rise Up And Fight (tra le mie preferite di sicuro), l’adrenalinica e rolleggiante My Way sino ad arrivare allo “spacco” finale di No God, una “sad rock ballad” che vi assicuro, ve ne farà ricordare molte, molte altre.

La capacità di sapere quanto e come tirare la corda è un dono che in tanti vorrebbero avere, i Royal Guard ci dimostrano da questo punto di vista di conoscere la questione molto bene, le loro intezioni sono così abrasive da non per permettere repliche: “o con loro, o con loro insomma”. Consigliato a chi non è riuscito a lavarsi di dosso una certa scena e nomi del calibro di Mötley Crüe, Poison, L.A. Guns, Skid Row e primi/stoici Guns N’ Roses (certi assoli parleranno chiaro).

  • 75%
    - 75%
75%

Summary

Sliptrick Records (2017)

Tracklist:

01.The Cage
02.Shiver
03.No Regrets
04.Midnight Kiss
05.Change Direction
06.Live Forever
07.Breaking Floor
08.Rise Up And Fight
09.My Way
10.No God

About Duke "Selfish" Fog