Rose Rovine E Amanti – Giorni Di Splendore E Sole

Davvero ce ne bisogno? Il rischio di agire con notevole ripetitività quando si parla dei Rose Rovine E Amanti è davvero concreto, ma le belle parole non sono mai come […]

Davvero ce ne bisogno? Il rischio di agire con notevole ripetitività quando si parla dei Rose Rovine E Amanti è davvero concreto, ma le belle parole non sono mai come dire “buttate al vento”, anche quando si sa a prescindere di che tipo di valore andremo a parlare. Giorni Di Splendore E Sole, un nuovo affresco da possedere, tanto già sappiamo quanto finiremo per adorarlo, ed ascoltarlo non sarà mai veramente abbastanza (possiamo definirlo come il più “longevo” della loro discografia? forse si) perché ogni piccolo passaggio s’imprimerà nella memoria ancor più che in passato. Diciamo che certe discografie usano “arenarsi” su se stesse, mentre altre proseguono si dignitosamente, ma con lo spettro del passato ad incombere; beh, questa non è di certo storia per Damiano Mercuri e i suoi Rose Rovine E Amanti, non è storia per Giorni Di Splendore E Sole, un disco incapace di formulare anche il più piccolo dei rimpianti, mettendoti davanti musica “divina” e positivamente dispersiva. Ma poi riflettiamo, e pensiamo che dai Rose Rovine E Amanti non abbiamo mai ricevuto un disco uguale all’altro, Giorni Di Splendore E Sole l’ho percepito come quello più intimo e “caldo”, un po’ come risvegliarsi da uno strano ed acceso sogno nel bel mezzo del caldo di piena estate (e qui ci mette lo zampino anche la copertina, una di quelle che non dimentichi tanto facilmente).

Ma perché continuo a scrivere? Beh, perché c’è sempre la speranza che ciò che realmente merita si prenda infine la giusta attenzione (che in questo caso non è mai abbastanza), perché la lotta e la perseveranza di un artista come Damiano Mercuri deve assolutamente finire sotto più riflettori possibili, deve finirci soprattutto in questo caso, poiché il disco in questione sarà una continua lotta di emozioni, emozioni che detoneranno in modo definitivo nella title track finale, canzone che evito accuratamente di descrivere (troppo altro il rischio di “rovinarla”) per ovvie ragioni di intensità emotiva.

Rain irrompe facendo saltare al primo colpo ogni difesa, si cade presto in trappola trasportati dal solito lirismo camaleontico di Damiano. La Mia Germania, My Black Europa e Europa Is Calling Me sono solo l’ossatura portante di un lavoro capace di regalare anche un tormentone del calibro di Danza La Nostra Danza. Poi incontreremo una canzone dall’alto tasso onirico/sensoriale come The Story Of The Tiny Pure Judith per finire sulla poetica di Versi Scritti Sul Golfo Di Lerici, ulteriore tesoro di un qualcosa che più lo si sente e più si finisce per adorare.

Assolutamente toccante ed intimo, in grado di colpire quando necessario grazie al frequente uso di una chitarra elettrica “contundente” (e quando i Rose Rovine E Amanti la usano riescono ad essere quasi più “cattivi” di chi cattivo lo vuole realmente apparire), Giorni Di Splendore E Sole rappresenta una delle uscite migliori del “vecchio” 2012, altro non serve proprio dire.

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