Raven Woods – Enfeebling The Throne

Dopo un primo full-lenght approdarono sotto la sicura ala della Code666 Records, oggi trattiamo i turchi Raven Woods e il secondo album Enfeebling The Throne. La storia si dipana su […]

Dopo un primo full-lenght approdarono sotto la sicura ala della Code666 Records, oggi trattiamo i turchi Raven Woods e il secondo album Enfeebling The Throne.

La storia si dipana su un potente condensato “evil” death metal, musica che deve ogni cellula ai Morbid Angel, ma in seconda battuta non dovremo dimenticarci di quell’arco “potenziato”, prima dipinto e poi portato alla ribalta dai polacchi Behemoth. In più troveremo sparse lungo il lavoro (ma non così “portanti” o fondamentali) alcune influenze orientali, purtroppo ancora troppo “timide” per rendere la proposta un pochino più personale. Enfeebling The Throne è senz’altro un bel disco e le canzoni non sfiorano mai livelli scadenti, ma per lunghi tratti non si riscontrano momenti da “stropicciamento occhi” e l’ascolto si protrae in avanti in maniera un pochino anonima.  Ovviamente se cercate quel riffing “mai domo”, sufficientemente diabolico e penetrante, abbinato a vocalizzi “gloriosamente” blasfemi questo full potrà stuzzicarvi a dovere, se di solito vi basta molta intensità dentro l’ascolto qui la troverete in abbondanza e servita su abbondanti vassoi d’argento.

La title track ha il compito di aprire il baraccone, la canzone mette subito in mostra tutta l’intensità dei Raven Woods, i ragazzi ci sanno fare e qui non sbagliano proprio niente (la parte “pro” dice che sarà così per tutto il disco), bravi nell’offendere e  pure quando si tratta di cambiare repentinamente marcia. Le armi della seguente Breathless Solace sono invece (volutamente?) invertite, e lasciano il mood principale ai rallentamenti (decisamente un buon uno-due come partenza). Ecstasy Through Carnage è una scheggia sonora un poco anonima mentre Torture Palace con la sua furia riesce a spiccare e diventare uno degli episodi migliori del lotto (non a caso ci troviamo dentro l’intermezzo acustico atto a spezzare). Ma anche Stay persuade (a questo punto qualcuno potrà far partire la venerazione denominata Septic Flesh) qui tirano addirittura fuori un momento con voce pulita dai risvolti gotici abbastanza spiazzante ma per niente mal riuscito. Upheaven-Subterranean avanza epica mentre le restanti Inward Massacre, The Grey Cold Shade e The Fading Trace pensano a sigillare il valore positivo dell’insieme, giusto prima che la strumentale Azab-I Mukaddes ci invii a casa stranamente sedati, tirati a lucido e tranquilli.

Penso che Enfeebling The Throne potrà valere votazioni più alte, pienamente al di sopra della sufficienza; io però “volo basso”, me lo godo ma tardo nel scoppiare di felicità.

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