Putrevore – Tentacles of Horror

La premiata ditta Dave Rotten/Rogga Johansson e i loro simpatici Putrevore; perché non è mai troppo tardi per tirare fuori un nuovo progetto dai rilievi nauseabondi e death metal, soprattutto […]

La premiata ditta Dave Rotten/Rogga Johansson e i loro simpatici Putrevore; perché non è mai troppo tardi per tirare fuori un nuovo progetto dai rilievi nauseabondi e death metal, soprattutto se si cova in seno l’ispirazione e ci si crede sino in fondo come speciale obiettivo di vita, ancor più di ogni qualsiasi tipo di balzana religione.

Correva l’anno 2008 quando uscì dagli stereo più marci in circolazione il fenomenale Morphed from Deadbreath, ovvero il classico disco “nato vecchio e paralizzato” ma in grado di smuovere cervelli ed esaltare come non mai. Pochi anni dopo fu il turno di Macabre Kingdom, certamente un degno successore e tutto, ma non in grado di rivaleggiare con il monolitico ed impantanato debutto, cosa che invece riesce appieno –a mia sensazione- al terzo Tentacles of Horror (gli anni corrono e si è sempre in ritardo, usciva nel 2015).

Un po’ di sana rivalità interna tra i dischi fa sempre bene e i Putrevore nel loro immobilismo sonoro stanno riuscendo a snocciolare una discografia più che ghiotta. L’impasto prevede ampie dosi di Incantation miste ad olezzi fatali da cercarsi alle voci Asphyx, Bolt Thrower ed Autopsy, la situazione è insomma di quelle chiare, melmose sino al collo e mortifere sino al midollo. Non stupisce più, giunti all’alba del terzo disco, l’operato di un monicker così esperto (inutile stare a parlare del passato e presente dei due protagonisti, si va su automatismi di fiducia) e caparbio nella risoluzione di semplici enigmi, capace di uscirsene con del materiale del genere dopo anni e anni di composizione “settoriale” alle spalle.

Tentacles of Horror è diventato così il mio loro preferito (in semplicità, come da sua essenza), sotto certi aspetti quasi da definire goliardicamente come il più “maturo” della loro discografia. I suoi brani te li ricordi già dopo il primo ascolto e sanno decisamente come adoperare l’arma del “ritorno”, di quel tipo di infiltrazione malevola e brutale che non puoi lavare più via nemmeno con l’acido. Riescono ad essere “catchy” suonando marci e pestilenziali, una prerogativa che vede nel proprio “club” ben poche unità (e il tocco magico sta tutto qui).

Il songwriting di Rogga punge, scarabocchia, rallenta, circumnaviga ed impasta senza soste mentre la solita prova “bofonchiata” e profonda di Dave conferisce a Tentacles of Horror un dannato sentore underground dei tempi andati. La prima These Caverns Breed Filth piazza quel primo paletto (solitamente) difficile da battere, ma i nostri eroi riusciranno nell’impresa di bissare il risultato più volte grazie a meraviglie provenienti direttamente dall’aldilà come Unspeakable Madness Beckons (alcune strette melodiche usciranno dal sottosuolo), Through the Vortex to Aeons Past (saremo già schiavi durante il gorgogliante attacco iniziale) e Hyperborean Dreams ma senza dimenticare le due parti di Gable Window Portal o la corrosiva A Maw Surrounded by Tentacles posta in conclusione.

Con i Putrevore i nostri quattrini saranno sempre ben spesi, ottima fermentazione.

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