Profanatica – Disgusting Blasphemies Against God

Con Disgusting Blasphemies Against God i Profanatica rilasciavano il secondo putrido vagito ufficiale. Il secondo di una lunga carriera partita dal lontano 1990, costellata da tanti demo, split, ep, raccolte […]

Con Disgusting Blasphemies Against God i Profanatica rilasciavano il secondo putrido vagito ufficiale. Il secondo di una lunga carriera partita dal lontano 1990, costellata da tanti demo, split, ep, raccolte -chi più ne ha più ne metta- che ha visto l’uscita del primo disco solamente alle porte del 2007.
Tornavano quindi i “sovrani” della blasfemia più totale, aspettati al varco dai seguaci di sonorità cacofoniche e putrescenti. Lo facevano con un disco davvero importante, da “top five” in campo black metal per quanto riguarda il suo anno d’appartenenza (il 2010).

Paul Ledney affiancato dal fido John Gelso confeziona quaranta minuti di ignobili inni anti cristiani, dotati della solita produzione mefitica e catacombale (a questo giro sicuramente più nitida e comprensibile). C’è poi quel basso “slabbrato” suonato “alla cazzo di cane” che è solo uno dei tanti punti vincenti di questo Disgusting Blasphemies Against God. Su tutto si erge la voce di Paul Ledney, praticamente perfetta nel recitare ogni sorta di “atto condannabile” possibile-immaginabile, assolutamente “cultosa” quando si mette ad introdurre il brano venturo (mi ritrovo per strada a gridare con la sua cadenza “Chriiiist’s Precious Blood Poisoneeeed!!“, oppure quando sussurra “Fuck the Blood of the Lamb“).
Una volta scesi in questi inferi sarà praticamente impossibile uscirne, i Profanatica lo sanno molto bene, sanno come deviare e possedere l’ascoltatore ma soprattutto come farlo divertire con quella serie di hit di livello eccelso. Le prime tre in scaletta sono già un sostanzioso antipasto, voce scartavetrata e ritmi black/death d’eccelso e nauseabondo putridume. Se Black Cum rappresenta l’impatto perfetto la seguente Pious Piece of Shit mostra l’esaltante lato “rallentato”, dove i Profanatica dimostrano il loro status di maestri indiscussi della materia. Basterebbero solo gli attacchi assassini di basso per decretare Christ’s Precious Blood Poisoned come una delle canzoni migliori del “prodigioso lotto”.
Ma l’ascolto prosegue e non si respira un solo barlume d’aria pulita, a partire da Smashing Religious Fucking Statues dove Paul Ledney giganteggia con delle linee vocali totalmente compromesse (atti di pura “deviazione”). Se Fuck the Blood of the Lamb poteva forse venire leggermente accorciata Covered in Black Shit rappresenta l’ennesimo punto forte dell’album, forte delle sue ritmiche aggrovigliate e pachidermiche. Poi, per chi non fosse ancora saturo c’è il finale, qui troverà gemme assolute come Excrement Sacrosant e Angel With Cock (senza tralasciare il pezzo da novanta rappresentato dalla bonus track con Once Removed Savior -Disease Infested Cunts Of Dead Nuns-).

I Profanatica rilasciavano a questo giro un gioiello per marci intenditori, ne stiano accuratamente distanti perfezionisti e fissati con la tecnica. Loro non si limitano a suonare, loro creano solo “avariata merda d’autore”.

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