Prezir – As Rats Devour Lions

Debutto per gli americani Prezir ma sono tutt’altro che “novellini” della scena i componenti di questa formazione che approda alla blasfema e ingente corte della Godz ov War Productions in […]

Debutto per gli americani Prezir ma sono tutt’altro che “novellini” della scena i componenti di questa formazione che approda alla blasfema e ingente corte della Godz ov War Productions in occasione di questo scorticante As Rats Devour Lions.

Risulta facile l’ascolto di questo primo vagito su lunga distanza (primo di esso solo l’ep Contempt datato 2017), le note scorrono ispirate, piene del giusto spirito di rivalsa connesso alla voglia di creare tramite la magia del black metal. Tuttavia non ci troveremo di fronte ad un classico del genere, difatti i Prezir sporcano le loro estremità con innesti thrash metal o cose notoriamente tendenti al “primordiale”, la cosa strana sarà accettare l’unione con un dato riffing melodico di matrice Nord Europea. Da questo punto di vista i nostri dimostrano di saperci fare tanto da riuscire a “pietrificare” in diverse occasioni durante l’agile e acuminato ascolto.

I pezzi si arrampicano veloci e ricolmi d’acido. Ottimo esempio è Ideologue Alchemy, brano che più di altri potrebbe descrivere il subbuglio o le forze in vigore qui dentro. I quaranta minuti di As Rats Devour Lions filano via lisci, quasi ci scivolano via da queste dita presto unte e maledette. Ma si resta comunque stupiti dal “come” i Prezir possano vestire ambiti melodici così di punto in bianco dopo averci fatto pelo e contropelo per diversi minuti (altro calzante esempio potrebbe venire dall’ascolto di Dar al-Harb). Questo tipo di movenze parrebbero piacere molto ai nostri e praticamente ci ritroveremo a vivere dentro uno schema più o meno preciso per tutte e otto le canzoni. Non si esce da un certo mood e ciò è sicuramente positivo ai fini dell’immersione dentro un qualcosa capace di offrire e unire diverse angolature senza dare mai l’impressione di andare troppo oltre.

Belli spediti e carichi della giusta rabbia (le urla del cantante si fanno notare) ma pure abili intessitori di armonie dal taglio “arcano”. Una missione che potrebbe apparire suicida ma che invece finisce per impressionare il giusto. Vince la linearità a discapito di ogni possibile e stramba descrizione, davvero pregevoli questi Prezir.

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