Pig’s Blood – Pig’s Blood

Idee chiare e mitragliamento sonoro in corso d’opera. Non ci sono grossi discorsoni da fare con gli americani Pig’s Blood se non quelli sul come farsi razziare il razziabile dall’udito […]

Idee chiare e mitragliamento sonoro in corso d’opera. Non ci sono grossi discorsoni da fare con gli americani Pig’s Blood se non quelli sul come farsi razziare il razziabile dall’udito per trentasei scorticanti minuti. Il death metal contenuto su questo disco omonimo non chiede perfezionismi o cose “abboccate” per risultare in qualche modo digestibile ai più, no, i Pig’s Blood non si fermano a guardarsi, vogliono essere brutti e sporchi, lasciare traboccare quell’ignoranza basilare nella direzione di un flusso malato e infinito, rigenerato ad ogni gradino di una tracklist che non intende lasciare vivi i suoi prigionieri. Saranno poche le anime -ma sicuramente valorose- in grado di approcciarsi ad un prodotto di tale portamento, personalità incazzate e “con tanto da dare”, pronte a lasciarsi stritolare da un riffing nauseabondo e da una prova vocale rudimentale e veramente estrema, un qualcosa che si lascia voler bene istantaneamente insomma. Proprio dal growl viene quel segnale di “prodotto estremo” che molte volte risulta mancante, si respira a pieni polmoni il marcio e il rancido di un qualcosa che vuole albergare nei bassifondi, volutamente lontano da occhi e orecchi che contano e disposto a tutto pur di completare l’opera inizialmente prefissata.

E sarà proprio il loro metodo sgraziato a catturare quelli veramente bisognosi di un disco come Pig’s Blood, un bel dito medio prima ingigantito e poi sparato in faccia a tutte le fazioni delle “belle maniere”.

Riuscire a fare una lista dei presunti preferiti è cosa da lasciare a chi sarà più malato di loro. Pig’s Blood va ingerito in un’unica soluzione, come una grossa e ingombrante pillola pronta a sprigionare l’effetto indesiderato. Un boccone sostanzioso e bello unto, inaugurato dalla annichilente Misanthrope Absolute (solo la prima di tante, potrei dirvi i titoli di Iron Justice o The Age of Endless War ma tanto il risultato -ne converrete- non cambia), da quel punto inizierà una battaglia che non si dimenticherà di parlare ai palati più affini con certe melodie incastrate dentro il sempiterno macello.

Nessun trucco, nessun inganno, solo il rischio di venire prima travolti e successivamente spappolati da un marcescente quintale di death metal.

About Duke "Selfish" Fog