Permixtio / Ethere – Split 2011

Qualche fiammella di puro spirito underground, di quello vero e oscuro è dunque ancora presente nel suolo della nostra amata nazione. Lo dimostrano le due band implicate in questo “misterioso” […]

Qualche fiammella di puro spirito underground, di quello vero e oscuro è dunque ancora presente nel suolo della nostra amata nazione. Lo dimostrano le due band implicate in questo “misterioso” split, un “affare fatto in famiglia” (i due progetti provengono da due membri degli Strix) che trova lentamente un suo perché, andando presto a dissipare possibili dubbi riguardo tale “forzata” coesione.

Permixtio ed Ethere sono difatti complementari essendo in apparenza sostanzialmente diversi, entrambi i monicker mirano difatti a formare una sottile coltre malinconica persuasiva, l’obiettivo di colpire nel profondo con strutture dilatate e spesso oniriche è ben radicato (soprattutto nel lato Ethere) senza venir meno ad un particolare quanto benefico spirito primordiale. Questo split è la testimonianza di come si possa scrivere musica dannatamente semplice riuscendo ad abbattere latenti “spettri compositivi” sui quali troppe formazioni restano impigliate e “frastornate”. Salta subito all’orecchio la bontà di un prodotto che finisce di diritto fra i miei personali “best split” nazionali. E non può essere altrimenti sulla scia di canzoni come Epidemia, ma soprattutto Innalzamento Divino (autentico masterpiece d’emotiva negatività) per il lato Permixtio e il duetto Ode All’Inverno/Lux Aeterna (ritmi dilatati, plumbei e distanti sui quali diventa semplice trovare la perdizione) e per quanto concerne gli Ethere.

Lo split è stato stampato in poche copie (200, bella la confezione), muoversi subito era fondamentale ai tempi della sua uscita, un peccato esserselo fatto sfuggire se un certo tipo di prodotti riescono sempre a fare gola nel loro speciale modo. Questa musica si merita totale attenzione, ma solo da chi sa nutrirsi e rigenerarsi con esclusivi prodotti di nicchia. Una musica che scaturisce fuori sincera, e altrettanto sinceramente arriva a noi tramite grigio fumo impercettibile, pronto ad essere compreso e vissuto secondo i parametri stessi del nostro organismo.
Mezz’ora del genere non la si sente poi tanto spesso. Maestosa profondità e strisciante atmosfera si fondono per un trionfo avvolto dentro al drappo più nero.

About Duke "Selfish" Fog