Opium Dream Estate – Shades

Andiamo a parlare di un progetto francese degno di ogni briciolo d’attenzione possibile da parte degli addetti ai lavori del settore folk. Il nome Opium Dream Estate prendeva forma grazie […]

Andiamo a parlare di un progetto francese degno di ogni briciolo d’attenzione possibile da parte degli addetti ai lavori del settore folk. Il nome Opium Dream Estate prendeva forma grazie a Sébastyén D. (già conosciuto su altri monicker come The Funeral Warehouse, Saison De Rouille e Vostok Station) durante il tramonto dell’anno 2006, da lì a poco sarebbe stata fatta scattare la miccia della prima produzione chiamata Spira Spiritum Noctis (anno 2008). Il primo capitolo lanciava una prima parte di carriera sicuramente attiva ed abbondante, spalleggiata opportunamente ad ogni respiro dalla Sevent Crow Records (farà eccezione il solo Estranged Memories), in questo modo, passo dopo passo arriviamo al 2014 e all’uscita qui protagonista, licenziata nel 2014 dall’italiana The White Room Netlabel.

Shades è un ep tanto breve quanto gradevole, lungo il suo cammino ci troveremo ad ascoltare cinque fragranti brani, dai tratti “nobili”, sussurrati ma decisi nella loro applicazione, perfettamente inquadrabili nell’etichetta atta a descriverli scelta direttamente alla fonte: ”southern dark/gothic folk”.

La tracklist prevede tre pezzi inediti e due cover (Solitude dei Black Sabbath e Celebrate di marca Fields of the Nephilim) introdotti dalla magica (She Has) Spring In Her Hands, traccia dal forte sapore agrodolce e mia indiscussa preferita della release (ad insidiarla troviamo la classe, la passione di Meanders). La polvere rilasciata dalla musica Opium Dream Estate è davvero eccellente, risulta ambiziosa senza l’oppressione di doverlo gridare, passi morbidi che si accavallano prontamente senza mai andare a turbare la quieta creata. Shades è una piccola intrusione nell’intimo, una chitarra acustica, un po’ d’atmosfera ad alleggerire qui e là, e la voce pacata di Sébastyén ad osservarci con ruolo materno ma da “postazione ingannevolmente distante” (diciamo che risulta vicina e lontana al contempo).

Pochi minuti pronti a scorrere e cullare, arte che non smette d’emozionare anche durante le due “difficili” cover (Solitude rende tantissimo per quanto mi riguarda). Shades è certamente un prodotto sul quale riporre fiducia, curato al dettaglio sin dal catalizzante copertina.

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