Ominous Shrine – Ο δρόμος της αποθεώσεως

Ominous Shrine dalla Francia, un’entità oscura, magnetica e serpeggiante, sicuramente pericolosa e pronta a mordere secondo le potenti leggi dell’istinto, andando quasi controtendenza alla sua natura monolitica e lapidaria. Grassa […]

Ominous Shrine dalla Francia, un’entità oscura, magnetica e serpeggiante, sicuramente pericolosa e pronta a mordere secondo le potenti leggi dell’istinto, andando quasi controtendenza alla sua natura monolitica e lapidaria.

Grassa dissonanza depositata sopra quell’incedere esoterico macinato e maneggiato da tempo dai Deathspell Omega e lasciato in eredità a decine di formazioni succedutesi negli anni. Cercate lampi di novità da questo punto di vista? credo proprio non ne troverete alcuna, ma ciò che troverete sarà invero una buona compagnia, una compagnia che come idea di partenza si da un’essenza intricata ma che a conti fatti risulta più diretta di tante produzioni che dirette lo vogliono essere per partito preso. Ed è quindi dall’imprevedibile che arriva la più bella novità di Ο δρόμος της αποθεώσεως (un debutto da tenere sotto la lente), dal suo andare “contro natura”, sovvertendo alcune complicate leggi che stanno alla base di ogni sala riunione che si rispetti operata su tal campo.

Gli Ominous Shrine non manifestano paura e ci dipingono una tracklist robusta e impenetrabile (intro + sei brani sparati in successione guidati dallo sprezzante cerimoniere Seb), disposta a scavare senza sosta per mezzo di un riffing che mai tenterà realmente d’alzare lo sguardo. Se vi piacciono i lavori chiusi, ermetici e con poche variazioni (che ci sono ma sono ben celate, un premio per chi adora muoversi fra codeste spine), lavori che mettono la brutalità poco davanti al massacro, solo in quel caso Ο δρόμος της αποθεώσεως potrà diventare quel nuovo vessillo da sventolare con fiera repulsione nei confronti dell’umanità dipinta sul volto. Ormai le truppe sono ben definite e sapere cosa piace o cosa non piace è diventata una questione meno istintiva di una volta, ma gli Ominous Shrine sono esattamente quello che penserete guardando l’immagine di copertina e già li potrete fare la vostra opportuna decisione, la qualità in ogni caso c’è, poi bisogna sempre vedere quanto siamo soliti essere meticolosi in fase di ascolto.

I brani migliori per il sottoscritto sono l’audace, fredda e gorgogliante V.I.T.R.I.O.L (ritmiche di presa) e l’ipnotica Stase, capace di divulgare e spennellare fascino nell’arco di tutta la sua durata.

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