Omega – Eve

Gli Omega da Rimini, nient’altro che una nuova direzione/esperienza da parte dei già rodati e noti Deadly Carnage (ma non solo visto che possiamo menzionare anche gli Hanging Garden, i […]

Gli Omega da Rimini, nient’altro che una nuova direzione/esperienza da parte dei già rodati e noti Deadly Carnage (ma non solo visto che possiamo menzionare anche gli Hanging Garden, i Nostalgie e gli Ashes of Chaos). Il loro debutto si intitola Eve ed è uscito sotto Dusktone, etichetta propositiva e brava nel dare le giuste occasioni a formazioni spesso poco convenzionali.

E gli Omega sono perfetti per alcuni scopi esplorativi o di forte rilievo, ovvero quelli che vanno “trattati” senza alcuna fretta e che lasciano al tempo l’ultima, vera, autoritaria parola. Ma se devo dirla tutta mi posso pure smentire da subito, perché a me Eve è piaciuto sin dal primo ascolto, ma comprendo che certe onde non arrivano a tutti con la medesima frequenza, e ciò che prima poteva sembrare poco efficace potrebbe arrivare a ribaltare la situazione solo se preso o assorbito nel giusto e calzante ritaglio di spazio.

Eve è ispirato al Manoscritto Voynich e si porta dietro l’inafferrabile mistero che sceglierlo come tema ne comporta. Attraverso quattro lunghe tracce verremo sballottati per mezzo di un black metal arcigno e poco convenzionale, tendente a rilasciare i suoi rami in luoghi aridi e dilatati, cari ora al più freddo doom, ora a quelli più grigi e distaccati di un genere come il dark ambient. Le idee di certo non mancano e vengono assemblate con “grassa abilità”, la fonte d’ispirazione è di sicuro affascinante oltre che idonea ad essere musicata in maniera criptica e poco confidenziale (il trampolino ideale se andiamo a vedere). Solo chi è solito sfamarsi con la dovuta pazienza potrà entrare nelle fitte trame prodotte dagli Omega, il compito sarà varcare quello strato dimensionale che separa il nostro corpo dal solido muro sonoro applicato con cura dai nostri (riuscirci significherà ribaltare le cose per renderle magicamente “più semplici”, ma solo nel nostro personale mondo).

Eve arriva a sfiorare l’ora complessiva, un’ora cominciata da Arboreis e dai suoi glaciali/spirituali 15 minuti di percorso. Giocarsi le giuste carte nel primo pezzo di tragitto era di vitale importanza, e Arboreis si prodiga al meglio per scandire e mantenere alta l’attenzione nei riguardi di una strada che per volontà diventerà sempre meno materiale e più astratta. La seconda Sidera aumenterà il distacco e abbasserà la temperatura, i movimenti di pari passo si renderanno maggiormente visibili anche se meglio “cicatrizzati”, giusto per darci segnali di comfort dopo un già avvenuto ma comunque indolore distacco. I sensi ormai ottenebrati verranno suggellati a dovere dai giri di Mater prima (dalla quale emergono finezze non da poco), e poi dagli ultimi 16 e cupissimi minuti di Laudanum.

Coraggiosa -e valida- questa prima mano giocata dagli Omega. Eve è un lavoro che va osservato attentamente nelle sue evoluzioni, è istinto che procede a rilento e per binari tutti suoi, è creazione con la quale dovremo imparare a dialogare se vorremo ritornarci sopra.

About Duke "Selfish" Fog