Omega Diatribe – Abstract Ritual

Giornata di recuperi quest’oggi. Torniamo indietro al 2015, anno in cui gli ungheresi Omega Diatribe fecero uscire Abstract Ritual, loro secondo gradino discografico. La professionalità di questi ragazzi era a […]

Giornata di recuperi quest’oggi. Torniamo indietro al 2015, anno in cui gli ungheresi Omega Diatribe fecero uscire Abstract Ritual, loro secondo gradino discografico.

La professionalità di questi ragazzi era a dir poco maniacale ma tale aspetto non finiva per “corrompere” un’anima sensoriale più viva che mai. Gli Omega Diatribe filtravano il loro concetto musicale attraverso percorsi carichi di groove, classica robina di matrice djent da rendere tanto orgogliosi i paparini Meshuggah ecco.

In occasione di Abstract Ritual i nostri ottenevano i servigi del batterista Kevin Talley (noto per aver militato nelle fila di Dying Fetus, Misery Index e Six Feet Under tra i molti) e andavano così a perfezionare un sound già notevolmente pulito e chirugico di partenza. I pezzi implicati diventavano così delle piccole chicche ben ragionate, mai appariscenti oppure ossessive nel voler ostentare abilità ad ogni costo ma anzi, piuttosto propense al “dialogo” con il proprio fruitore (vige una certa quiete bisogna ammetterlo, quasi una voglia di cercare il ricamo più efficace). Già il primo ascolto non denotava grosse fatiche aiutando di fatto l’immersione dentro una tracklist ben diluita e rapida nello scorrimento, ma soprattutto ben attenta nel compiere solo i passi necessari in quel preciso momento.

La produzione rapisce e conduce lentamente laddove vuole la formazione. Il riffing ad opera di Gergő Hájer è bello secco ma è anche vero il fatto di come amerà lasciarsi tentare da situazioni diciamo più “introspettive” o sospese mentre sopra verranno spolverati i preziosi inteverti ritmici e vocali, questi ultimi guidati dall’ottima performance di Gergely Komáromi (un vocione ben calibrato il suo).

Gli Omega Diatribe con Abstract Ritual ci offrivano un bel viaggio nell’underground ungherese, territorio in genere poco considerato, ma dotato di armi professionali e pregevoli che queste poche canzoni possono certamente sottolineare e comprovare.

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Summary

Independent Ear Records (2015)

Tracklist:

01. Subsequent Phase
02. Extrinsic
03. Hydrozoan Periods
04. Abstract Ritual
05. The Quantum
06. Unshadowed Days (Perception Remix)
07. Hydrozoan Periods (Glass Medusa Remix)

About Duke "Selfish" Fog