Omega Centauri – Universum Infinitum

La Duplicate Records sembrava credere molto su questo cd, e in effetti gli Omega Centauri rappresentavano la classica formazione con le caratteristiche giuste al momento d’uscita giusto. Quando si parla […]

La Duplicate Records sembrava credere molto su questo cd, e in effetti gli Omega Centauri rappresentavano la classica formazione con le caratteristiche giuste al momento d’uscita giusto. Quando si parla di black metal e rock non si può difatti pensare ad altro se non al boom avuto da questa particolare “ricetta” negli anni precedenti. Sembra davvero lontano l’orizzonte o il declino del genere da quante valide formazioni si “articolano” e cimentano al suo interno, la conferma d’altronde arriva anche dalla critica che sembra essersi prostata in maniera netta, entusiasta ed efficace ai piedi di questo progetto “misto” (la base si divide fra Inghilterra, Svezia e Belgio).

Ma su di me Universum Infinitum non ha sortito l’effetto sperato , o meglio, non più di quel tanto sopra una sicura sufficienza. Il disco è -ovviamente- perfetto, privo di sbavature e fornisce sicuramente ciò che ogni fanatico del genere ricerca con accuratezza. Modi, grazia ed eleganza sono tutti raggruppati in un prodotto pensato accuratamente per sfondare porte già abbattute da altri. Si tratta pur sempre di musica estrema e sognante, due anime che si incontrano a metà strada e continuano un percorso onirico, dalle forti “sensazioni impalpabili”. Questa musica appare inafferrabile, eclettica, sinuosa, si insedia nel nostro particolare microcosmo e solo li intende piantare i suoi preziosi semi. C’è attesa, ed è normale ci sia, ma non sono troppo sicuro che il frutto sia infine “così forte” da riuscire a resistere, a combattere per trovare la completa bellezza e una totale soddisfazione.

Forse l’album a ben vedere è troppo lungo – o forse è troppo lungo per me- il bello è che se analizzo Universum Infinitum a mente fredda non posso non dirmi compiaciuto e soddisfatto, le emozioni non mancano e loro suonano musica sinuosa e perfetta. Purtroppo però -pur sforzandomi un poco- non riesco ad andare oltre un certo strato, mi fermo a riflettere e il trasporto che il prodotto comunque da in ampie proporzioni non riesce a catturarmi nella sua interezza. Il solo pensiero blocca il piacere e ogni cosa correlata rimane sospesa a mezz’aria, in attesa di altri tempi o chissà cos’altro.

Non griderò al miracolo, ma il disco va comunque provato sulla propria pelle, e fagocitato a dovere (a maggior ragione se seguite le nuove ondate “alternative” della musica che affonda le proprie radici nel male). Probabilmente riuscirete a sbottonarvi più di me e godervi al meglio brani egregi come Ad Infinitum, Elusive o May Whatever Cleanses Me Take Form dove echi e riverberi creano l’ideale, richiesto ed essenziale sfondo onirico/distante. L’opera degli Omega Centauri appare simile all’impassibile lavoro di una lenta erosione marina, tanto implacabile quanto raggelante nel suo invisibile incedere.
L’edizione digipack curata dalla Duplicate Records rende il tutto ancor più ghiotto per chi è magari resta titubante fissando il possibile acquisto, certamente un piccolo incentivo che non guasta mai.

About Duke "Selfish" Fog