Nox Illunis – Metempsychosis

Ricordo di aver ascoltato nel 2008 il loro demo d’esordio, il ricordo che conservo è realmente eccezionale, i Nox Illunis mi avevano semplicemente conquistato con quella poca manciata di brani, […]

Ricordo di aver ascoltato nel 2008 il loro demo d’esordio, il ricordo che conservo è realmente eccezionale, i Nox Illunis mi avevano semplicemente conquistato con quella poca manciata di brani, ma le strade degli ascolti personali sono infinite, e proprio in tal senso mi ero perso il primo album In Sideris Penumbra (mea culpa, ma prima o poi rimedierò). Il mio arrivo su Metempsychosis arrivava a definirsi “alla cieca”, ma con la volontà di voler vedere come cambiavano le cose all’interno del loro mondo.

Il primo impatto con Metempsychosis da l’immediata idea di trovarsi davanti un gruppo maturo e consapevole di ciò che vuole fare, traspare chiara la volontà di andare oltre il solito disco black metal di facciata, e di cercare una propria e distinta personalità (anche se da un certo momento in poi è diventato quasi impossibile ottenerla).

In tal modo inizia il viaggio…

Sfera Prima: Del Risveglio Dal Sonno le chitarre pulsano e “scorticano” con piacere grazie ad una produzione fredda e chirurgica quanto basta nel distribuire ampie dosi di tanto sperato feeling. I colpi avvengono in successione e i momenti più “introspettivi” non faranno altro che esaltarli (la doppia cassa riuscirà a radere al suolo qualsiasi forma materiale). I Nox Illunis non seguono un approccio semplice o meglio tendono a complicarsi le cose andando ad allungare con gusto i brani, quest’arma a doppio taglio potrà fare breccia nei più “resistenti” ascoltatori, ma c’è pure la concreta possibilità di finire col annoiare quelli meno “precisi”, che potrebbero inesorabilmente bocciare l’ascolto senza dare ulteriori possibilità al prodotto (rischi che vanno sempre ponderati). E’ il perfetto caso dell’ermetica Sfera Seconda: Del Distruttore, un pezzo costruito con precisione, pronto a mutare ed abbracciare gelidamente senza mai dimenticare (per fortuna) la frusta a portata di mano. Sfera Terza: Della Caduta vede ergersi il lato selvatico di una prestazione vocale forse alla lunga un poco piatta e ripetitiva (questa almeno la sensazione che ho avuto durante l’ascolto degli ultimi brani in scaletta) nonostante la presenza di momenti più epici e fieri (momenti che non intaccano mai l’obiettivo d’intensità primario e soffocante). Sfera Quarta: Della Tentazione estrae un riffing devastante, tra i migliori di tutto il disco mentre Sfera Quinta: Della Rinascita gioca su ritmi sacri e “dilatati”, in qualche modo diventa automaticamente il brano “tormentone”, ovvero quello in grado di rimanere impresso dentro a lungo termine. Sfera Sesta: Del Creatore ribolle d’odio già dal primo secondo, poi s’inasprisce grazie a rullate acide ed asce a tratti realmente “alte” e penetranti (come piace tanto a me, roba da ricordare la scuola Dødheimsgard/Misanthropic Art) per andare a morire su tonalità “sognanti” che a questo punto avremo imparato a conoscere (in pratica un piccolo “best of” del disco prima degli ultimi cinque minuti strumentali).

Se avvertivate la mancanza o il bisogno degli Spite Extreme Wing questo Metempsychosis potrà sicuramente sorprendervi in positivo. Certo bisogna dire che i Nox Illunis badano molto di più su caratteristiche di velocità ed efficacia ma penso che il paragone sia infine quantomeno inevitabile. Molto buone le liriche poetiche -tutte fieramente declamate in lingua- capaci di riflettere al meglio una certa essenza (riescono nell’impresa di non apparire mai forzate ed incrementano un certa personalità). Non sarà facile riuscire ad inquadrare il disco con chiarezza oltre ai lampi dei già citati Dødheimsgard e qualche spruzzata d’irruenza proveniente dall’est europa, aldilà di questo tentare di formulare altri nomi non vi sarà esattamente facile, questo gioca senza dubbio a favore dell’opera qui realizzata.

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