Nocturnal Torment – They Come At Night

They Come At Night mi ha lasciato un pochino interdetto già al primo ascolto. Ma per carità, tutto si trova al proprio posto, ed è esattamente come dovrebbe essere per […]

They Come At Night mi ha lasciato un pochino interdetto già al primo ascolto. Ma per carità, tutto si trova al proprio posto, ed è esattamente come dovrebbe essere per una death metal band (rude, rozza, oscura e tormentosa), c’è davvero tutto su questo granitico disco, cinquanta minuti di dannatissimo e lercio metallo della morte di chiaro stampo americano (e ci mancherebbe altro vista la provenienza della band).

Oltre ai classici Incantation, Immolation, Deicide e Morbid Angel va aggiunta la marcata presenza di una matrice thrash metal, un tocco diabolico rimembrante i primi Possessed. Il risultato è certamente scarno, completamente “in your face”, di contro bisogna dire che alcuni brani arrivano a tirarla un po troppo per le lunghe, andando a sfociare dentro il pericoloso mare della monotonia. Non ci sono brani eclatanti così come non ci sono tonfi clamorosi, il tutto pero resta appeso ad un filo abbastanza pericolante, un filo al quale si riesce a restare aggrappati solo se si hanno in dote ingenti quantità di carica e quella “fame” che non ti fa vedere niente su breve distanza.

A piacermi molto è il lavoro svolto dietro le pelli, puntuale, compulsivo ed “illecito”, bestiale e mai sazio, un pestaggio sentimentalmente dichiarato allo stile anni 80 (per inciso, quando lo sforzo si percepiva meglio e dava più feeling). Anche il growl non è assolutamente da scartare, ruvido ed oscuro quel tanto che basta per tenere sempre sulle spine l’ascoltatore (nonostante il resto non sia altrettanto esaltante). Sono le chitarre invece a deludere un pochino, alla fine incidono poco o meno di quanto era lecito aspettarsi, sempre pronte a mordere e a far disumani sfracelli, ci lasciano invece con un rischio “d’eterna attesa” per un qualcosa che mai si completerà a dovere (per la serie ti faccio intravedere la gustosa leccornia per poi ttogliertela da sotto il muso).

E così i cinquanta minuti scorrono, lenti e fra uno sbadiglio e l’altro, ma passano. Alla fine la voglia di risentirlo sarà davvero poca (nonostante come già detto non ci sia nulla di così scadente da far pensare ad evidenti insufficienze) ed è un vero peccato doverne finire a parlare in questi termini. La voglia e la “foga” ci sono tutte, ma si disperdono malamente dentro il loro stesso pantano, posto dove saranno destinate a rimanere ad oltranza.

Solo gli avidi collezionisti saranno interessati a They Come At Night, e anche loro aspetteranno di vederlo “svenduto” in saldo. Il disco d’esordio dei Nocturnal Torment va direttamente a finire nella serie “scintille non scattate“.

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