Nightfall – Astron Black and the Thirty Tyrants

Ci erano voluti ben sei anni per rivedere in scena i Nightfall dopo Lyssa:Rural Gods And Astonishing Punishments del lontano 2004, lavoro che aveva convinto e non poco rispetto alla […]

Ci erano voluti ben sei anni per rivedere in scena i Nightfall dopo Lyssa:Rural Gods And Astonishing Punishments del lontano 2004, lavoro che aveva convinto e non poco rispetto alla “famosa” svolta gothic dove non sempre erano riusciti a risultare vincenti. Chi scrive ha sempre avuto un debole per il metallo estremo di stampo ellenico e considera i primi dischi dei Nightfall autentiche gemme da non tralasciare per strada durante il lungo percorso della “conoscenza metallica” di un certo tipo. Chi si auspicava un ritorno completo al passato dovrà girare accuratamente alla larga, per fortuna i Nightfall non scadono nell’imitazione di qualcosa che avrebbe potuto rendere questo come-back completamente “finto”, tirando in ballo “nostalgie passeggere” poco credibili. Hanno invece estrapolato solo qualche accenno old style, per poi inserirlo su un impianto melodico/aggressivo dai responsi freschi, dinamici ed astrali. Si sente subito che a suonare è un gruppo proveniente dalla Grecia, in quella terra hanno avuto sempre un tocco del tutto particolare e Astron Black and the Thirty Tyrants ne è l’ennesima e comprovata conferma. Questo ritorno dei Nightfall è da inserire in quella ristretta fascia musicale che unisce in primis un’abbondante dose di personalità tipicamente greca con la certosina aggiunta del melodic death svedese. Altri esempi calzanti possono essere fatti citando gli Exhumation di Dance Across The Past ma soprattutto i magistrali Septic Flesh con il loro Revolution DNA (anche se le differenze sono non poche, ma è il bello della varietà). Proprio da quest’ultimi arriva forse “l’auto influenza” maggiore, ma c’è da rimarcare di come Septic Flesh e Nightfall siano sempre andati a braccetto, percorrendo un tracciato parallelo nell’influenzarsi reciprocamente. E’ proprio per questo che si può parlare di classico stampo ellenico quando ci troviamo davanti a certa musica.

Astron Black and the Thirty Tyrants non è il classico fuoco di paglia, l’ho ascoltato diverse volte e non ho riscontrato un solo punto sfavorevole. Magari di contro si potrà dire che il completo splendore è stato solamente sfiorato, giusto in pochi casi, ma il tutto resta abbondantemente al di sopra della sufficienza con maestria e classe. Il sound è rotondo e pomposo e la sezione tastierosa (ben presente) non invade ne ammorbidisce in maniera stucchevole la musica, aumenta invece positivamente caratteristiche come carica e pathos delle singole canzoni. Pathos che emerge splendidamente nella prima parte del disco con brani nostalgici ma al contempo attuali come Astron Black (incredibilmente fluida), Astronomica/Saturnian Moon (spirito epico sparato in faccia per una delle migliori canzoni di tutto il 2010, il ritornello mi dona “pura esaltazione”) e Ambassador Of Mass (aggressivo e ribassato thrashy/mid tempo dalla sfaccettature Samael così come The Thirty Tyrants). Nel bel mezzo di cotanta grazia un brano definibile heavy/goth come Astra Planeta /We Chose The Sun dove fra lead guitar e ritornello trova spazio anche una strofa in piena prospettiva Death SS.
Ma le positività non sono di certo finite qui, lo spettro Dark Tranquillity si affaccia nella bella e catchy The Criterion (più la sento e più mi piace nonostante l’apparenza molto easy, il ritornello è davvero molto bello, in più ricordate gli accostamenti a Revolution DNA) mentre Proxima Centauri/Dead Bodies è tragedia tiepido/stellare musicata alla grandissima e Archon Basileus un ottimo ponte melodico che porta alla fine dell’album.

Bravo Efthimis Karadimas, hai voluto riportare la tua creatura in vita con non pochi sforzi e non hai sbagliato nel proporre un disco vario e pulsante. Scontato dirlo ma Astron Black and the Thirty Tyrants è passo obbligatorio per i fanatici della scena greca (quella dai risvolti melodici ovviamente) e per chi ha ancora voglia di ascoltare metal estremo in puro stile anni ’90. Il bonus nostalgia porterà l’incremento del voto sino a livelli inconsueti, ma ad ognuno il suo.

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