Niamh – Corax

Non c’è da girarci troppo attorno, il monicker Niamh è puro e semplice sinonimo di alternative rock/metal di livello, dominato dalle giuste tempistiche e rifornito di quei ritornelli di facile […]

Non c’è da girarci troppo attorno, il monicker Niamh è puro e semplice sinonimo di alternative rock/metal di livello, dominato dalle giuste tempistiche e rifornito di quei ritornelli di facile presa che subito si fissano in testa come per magia (e in aggiunta nel loro piccolo, per rimanerci).

Il loro Corax è un lavoro rotondo, prodotto bene ma soprattutto esplicito nell’esprimere il suo linguaggio, tanto che già alla fine di un primo ascolto ci saremo fatti l’idea base sulla quale poter “cementare” le successive convinzioni. I Niamh fanno centro, una partenza magari non clamorosa (a volte meglio così, quando sono “troppo pericolose” possono far perdere la bussola della situazione) ma così solida da generare quel totale divertimento che sempre dovremmo ricevere da un qualcuno intento a suonare motivato dalla passione.

Corax ci spara in successione sette pezzi più la cover potenziata di Maniac, celebre brano tratto dalla colonna sonora del film Flashdance (uno di quei pezzi che ascolti una volta e non lo dimentichi più, potere degli anni ottanta). I Niamh attaccano con Putting the fun in FUNreal, un brano che rivela molto bene le caratteristiche variegate della band, sinuoso e pronto a svariare in campi melodici e aggressivi. Con la miccia accesa tutto sarà più semplice già a partire dall’ottima The WOW Effect, trascinata da una prestazione canora del tutto convincente (e lo sarà per tutto il disco a dire il vero). Eat.Pray.Kill musica il lato immediato e “divoratore” della band (e intanto ci verrà consegnato un altro buon chorus) mentre Mrs.Fletcher’s Relatives nella sua semplicità tenebrosa si è fatta largo come mia preferita di tutto Corax. Ma i ragazzi dimostrano di non conoscere “stanchezza compositiva” e su pezzi come My Antichrist Anaemia (altra bombetta), The Voices Made Me Do It e Paracetamolotov (quieta e selvaggia) portano giudiziosamente a compimento questo primo bel giro ufficiale.

Dalla musica targata Niamh emergono influenze alla Deftones, l’accoppiata svedese In Flames/Soilwork con spruzzi alla Lacuna Coil più alternativi e i Killswitch Engage. Sono sicuro che su diversi momenti di Corax li ritroverete con gioia come magari troverete tanti altri non menzionati dettati dai vostri specifici ascolti (ho come la sensazione di tralasciarne qualcuno di clamoroso). Nota di merito finale all’artwork del cd, tutto “scarabocchiato” su un bianco di impatto e sicuro effetto.

About Duke "Selfish" Fog