Nethertale – Abyssal Throne

Si avverte l’impegno, la voglia di mostrare tutte le potenzialità in dotazione attraverso una lunghezza sicuramente troppo eccessiva, una lunghezza che alla fine li “condannerà” a giocare per una “dimensione […]

Si avverte l’impegno, la voglia di mostrare tutte le potenzialità in dotazione attraverso una lunghezza sicuramente troppo eccessiva, una lunghezza che alla fine li “condannerà” a giocare per una “dimensione ristretta”, perché quando decidi di portare un disco su determinati livelli devi anche avere tutto sotto controllo e purtroppo i Nethertale alla distanza finiscono con il “pagare” (l’album è un concept scritto dal singer Jabo García) il loro stesso approccio. C’è subito da dire che l’esordio Abyssal Throne non è poi così male (a maggior ragione se pensiamo al suo essere “debut”), il suo problema è che vive sui “lampi intuitivi”, tende spesso ad assopirsi anche se rimane comunque attivo e sensibilmente pulsante, giusto per capirsi meglio “non ti fa mai cadere troppo le cosiddette”.

I Nethertale suonano un melodic death metal ricercato, di chiara ispirazione At The Gates/Eucharist, a questo uniscono in seguito un taglio decisamente moderno, un qualcosa che può avvicinarli ad entità come Neaera o Heaven Shall Burn. Le basi farebbero intendere facili entusiasmi e sotto certi aspetti sarà proprio così, ma a volte si rimane bloccati, incapaci di far scorrere l’entusiasmo generato (di sicuro la produzione un pochino “piantata” non aiuta) come sicuramente desidereremmo.

Ascoltare Abyssal Throne ormai si è capito, ti da una sensazione da “caldo-freddo”, si vive e vegeterà nel mezzo, senza mai ruzzolare ma con il tempo finisci con l’abituarti, l’esperienza diventa troppo sottofondo ed è un vero peccato perché con altre scelte poteva rimanere tutto più inciso e marchiato addosso.
Le canzoni sono come una ribollente pentola di riff, la voce si porta appresso una punta di veleno e varia da soluzioni basse ad altre più alte (si sente chiaro lo sforzo e la ricerca di variabilità) mentre è buona -anche se un po troppo meccanica- la prestazione dietro le pelli.

Difficile districarsi nel mezzo di una tracklist comprensiva di ben 14 pezzi, il rischio di sbronzarsi anzitempo è forte e molto probabilmente la successione delle canzoni influenzerà il giudizio o le preferenze sulle stesse, quindi, mi sa che è meglio tacere a riguardo.

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