Neige et Noirceur – Les Ténèbres modernes

Faccio sempre fatica a non considerare il nome Neige et Noirceur quando mi si para davanti una nuova uscita. Ed è così, che con naturale e notevole entusiasmo mi sono […]

Faccio sempre fatica a non considerare il nome Neige et Noirceur quando mi si para davanti una nuova uscita. Ed è così, che con naturale e notevole entusiasmo mi sono avvicinato al nuovo Les Ténèbres modernes, catalogato come quinto “parto ufficiale” di una carriera passata ad esplorare soluzioni volutamente maligne, atmosferiche, notturne e ferali quando necessario.

Troverete con difficoltà un lavoro “scadente” in casa Neige et Noirceur, Zifond (ora Sion Daus) ha sempre impresso un’oscurità immediatamente percettibile all’interno delle sue composizioni, un trademark capace nel tempo di levigare alcune sfumature per sottolinearne di nuove. In tal modo -godendoci passo per passo una discografia di livello- siamo arrivati al 2016, all’anno di Les Ténèbres moderne (l’etichetta è ancora la fida connazionale Sepulchral Productions), un lavoro “arcigno” e concettualmente incentrato sulla prima guerra mondiale. Il padrone di casa non lascia a casa l’ispirazione nemmeno in questo caso, componente che veleggia ancora una volta fiera e forse più autoritaria di quanto effettivamente ricordassi (ma gli intenti sono anche diversi e lo si arriva a respirare). Ad accompagnare il leader troviamo a questo giro la saltuaria voce di Schimaera, più adatta e “concentrata” al clima tragico-meccanico-industriale richiesto dal concept (non c’è solo sangue sul disco, lo scoprirete presto).

Non me la sento di definire Les Ténèbres modernes come loro migliore disco al momento attuale, però c’è quantomeno da rimarcare una spiccata sensazione di “maturità in corso d’opera”, cosa che di certo non può infastidire al momento di tirare le dovute somme. Ma possiamo affermare senza timore che Les Ténèbres modernes è uno dei migliori lavori prodotti della band senza starci troppo a pensare (in fondo sono tutti lì, non ci sono vette assolute ne tonfi da dimenticare).

Sarà un’implacabile atmosfera a dare il via al tutto, Si Vis Pacem, Para Bellum apre lo scenario con ritmo, lanciando una Battlespirit in grado di riportarci con il suo riffing ai tempi dei primi capolavori targati Satyricon (sentire per credere). Angoli continuamente enfatizzati, trame pungenti (si pensi ai due abbondanti/ovattati minuti di Walpurgis 1917) si alternano favorendo di volta in volta una precisa caratteristica. Si formerà così un insieme particolare e compatto, all’interno del quale potremo trovare diverse situazioni, diversi gradi, molte volte neppure così scontati (le brevi strumentali La Saison des morts e Post Mortem ad esempio o la drammatica chiusura con Adieux). Ottima la lenta e più lunga del lotto La Mécanique de Lucifer, ottima la massiccia e marziale Felgrau e la seguente Des spectres (è come se i Neige et Noirceur avessero composto il loro Grand Declaration of War ma con meno “voglia” di eccedere o sperimentare, qui la cosa diventa in qualche modo più chiara).

Les Ténèbres modernes è un album da buttare giù con un unico sorso, giusto per godersi i vari passaggi e i differenti andamenti in rigoroso ordine cronologico. Alla fine vi ritroverete -quasi inaspettatamente- a ringraziarlo più di quanto credevate.

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