Negative Plane – Stained Glass Revelations

Dopo circa cinque anni di attesa dal fortunato Et In Saecula Saeculorum tornavano sulle scene nel 2011 i Negative Plane, l’esordio fece esaltare diverse persone, lanciando “in sordina” il rituale […]

Dopo circa cinque anni di attesa dal fortunato Et In Saecula Saeculorum tornavano sulle scene nel 2011 i Negative Plane, l’esordio fece esaltare diverse persone, lanciando “in sordina” il rituale della formazione americana nell’underground mondiale. La loro musica non era facile da ascoltare prima e non lo era di certo anche dopo la realizzazione di Stained Glass Revelations, un disco che ripropone grossomodo le stesse situazioni/sensazioni del precedente, questa volta avremo però costruzioni più dilatate, in qualche modo meno opprimenti e volte all’evasione. Riuscire a trovare l’habitat ideale nella musica dei Negative Plane non è certamente semplice, calma e perseveranza sono richiesti a profusione su composizioni che danno “poco” dal lato emotivo e molto su quello dell’isolamento. Bisogna andarci con i piedi di piombo insomma, avere la pazienza di saper insistere anche di fronte ad una notevole delusione iniziale, provare a vedere se piano piano la tela creata dai nostri riuscirà a convincere. Stained Glass Revelations è senz’altro affascinante, ed il merito è di quel spesso filo che lo tiene collegato al diretto passato, però non mi riesce di idolatrarlo troppo, lo ascolto, lo riascolto, lo apprezzo, ma per qualche motivo rimango sempre interdetto, “marmoreo” durante il suo svolgimento. Nonostante tutto mi piace questa “strana” sensazione, sono certo che un lavoro del genere abbia il suo sporco valore da sprigionare anche se non riesco a percepirlo completamente. Questo “fattore” mi porta a pensare a quanti possa infine piacere, diciamo che i margini sono davvero ampi e subito percepibili (ecco spiegata questa particolare sufficienza, “sospesa” in un limbo tutto suo), io però lo posiziono almeno due gradini sotto rispetto al suo illustre predecessore.

Come già anticipato l’ascolto non sarà dei più facili, il black metal imbastito dai Negative Plane è molto oscuro e tendente a risvolti rituali heavy/thrash completamente dannati, le canzoni sono difatti molto lunghe, sadiche e “tormentose”. La dissonanza regna, aspettatevi di sentire momenti particolarmente diabolici/tenebrosi e poco dopo riff in funzione “stacco”. Lo scream sembra messo volutamente in secondo piano, recita le sue parti sopra ritmi soporiferi, talvolta funerei ed agghiaccianti. Dopo diversi ascolti non riesco ancora a visualizzare brani di spicco, la creatura appare forte nel suo insieme giocando a favore del risultato finale e di quella funzione di costante ricerca che il lavoro continua a richiedere.

Stained Glass Revelations è per coraggiosi, per dannati cronici, per quelli che non si stancano mai di fronte a dischi corposi, intricati, cose che hanno ben poco di immediato. I Negative Plane ci fanno respirare “marcio”, chiuso, vogliono soltanto gelarci il sangue nelle vene e in quello riescono senz’altro più che bene.

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