Necrogod – The Inexorable Death Reign

L’idea nasceva nel 2014 e prendeva concreta forma solo l’anno dopo per mezzo dell’ep The Inexorable Death Reign. Stiamo parlando del progetto Necrogod, progetto nato dalla ormai nota incapacità di […]

L’idea nasceva nel 2014 e prendeva concreta forma solo l’anno dopo per mezzo dell’ep The Inexorable Death Reign. Stiamo parlando del progetto Necrogod, progetto nato dalla ormai nota incapacità di saper spegnere il cervello del “forgiatore di riffs” Rogga Johansson e dalla malsana voglia di death metal del costaricano The Master Butcher (Insepulto, Morbid Stench). Da una parte troveremo la solita e solida arma di composizione dello svedese, dall’altra il vocione “tombale” di Ronald, autentico mattatore dei circuiti underground appartenenti alla sua zona.

I Necrogod in appena 21 minuti solidificavano concetti noti e sicuramente abusati (Incantation ed Autopsy i primi riferimenti). Ma si sa, come per ogni altra creatura partorita dalla testa del buon Rogga lo spazio per noia, o puzza di “bassa lega” non sarà affatto concesso. The Inexorable Death Reign scorre così come un macigno oleoso e puzzolente, con la prestazione di The Master Butcher stampata e compressa, atta a farsi volere bene da subito dentro quella sua azione “bofonchiatrice”, maligna e maledetta (l’ingorgo formato naturalmente con le chitarre rende davvero bene).

Qualche problemino a livello di produzione con la batteria non intacca l’insieme, poiché per il resto tutto fila via liscio e “trainante” come da manuale. Un bel giro nelle cripte ci è assicurato proprio come l’immagine di copertina illustra in totale e malinconica semplicità (un’artwork che “impatta” e che funge da classico quanto immediato salto nel passato).

I Necrogod aprono il sipario spargendo nell’aria le varie lordure dai nomi di Worms in Holy Flesh, The Death Provokers, Human Misery (diventata presto la mia prediletta) o Exequies for a Moribund God. Sono atti rozzi e barbari provenienti dall’aldilà, prendere o lasciare.

About Duke "Selfish" Fog