Nangilima – The Dark Matter

Uno strano “intrigo internazionale” fra Spagna, Svezia e Bulgaria ha dato vita al monicker Nangilima, ma certamente ha destato molta curiosità il vederli uscire per Xtreem Music (etichetta dedita a […]

Uno strano “intrigo internazionale” fra Spagna, Svezia e Bulgaria ha dato vita al monicker Nangilima, ma certamente ha destato molta curiosità il vederli uscire per Xtreem Music (etichetta dedita a tutt’altro tipo di sound) in occasione del loro esordio The Dark Matter. Il disco si lascia affogare dentro un vasto mare death doom dalle impronte fortemente melodiche, roba che farebbe impazzire i sostenitori di Draconian (ma qui la gentil componente non viene affatto contemplata), Doom:VS e in parte minore ma comunque presente Shape of Despair e Saturnus.

Il disco da una parte persuade e nemmeno poco, quasi eccelle per la forma con la quale ci viene presentato (pressoché ineccepibile su quella produzione elegante, ridondante ma priva di sbocchi), peccato solo per come alcuni ” buoni propositi” vengano lievemente smorzati nell’incedere , a volte si ha come la sensazione di un cerchio mancato per poco, qualcosa che non arriva ad intaccarne il valore ma che impedisce comunque a The Dark Matter di decollare completamente. Si rimane appesi lì, con l’atmosfera che non riuscirà mai a cambiare le sue carte (potrà essere un problema per molti) dal principio alla fine, ma sarà solo un problema marginale o inesistente per chi adora consegnarsi al cospetto di un sound pieno, attento, e ritmicamente profondo (il divincolarsi diventerà un’impresa).

I Nangilima presentano in quest’occasione sei tracce, se togliamo intro ed outro (che qui -devo ammettere- rendono non poco) ce ne restano quattro, tutte pronte a “morire” poco prima dei dieci minuti. Sinceramente le trovo tutte sullo stesso livello come ho già avuto modo di far intendere, il mood quello è, e lì si rimane sino all’ultima esalazione, quindi se non siete avvezzi ai dischi “monotematici” sarà meglio evitare brutte abrasioni già prima della partenza. Il growl resta un pochino “inchiodato” ma si fa lo stesso apprezzare, le tastiere non abbandonano mai il loro prezioso ruolo “da sfondo” (diciamo che non si prodigano affatto a favore della ricerca della ribalta, ma la scelta c’è da dire è ponderata, vista la presenza non propriamente sporadica).

Se cercate un disco non troppo impegnativo, che vi possa dare quella sicurezza “da trasporto” nei momenti richiesti, con The Dark Matter lo avete in qualche modo trovato. Ovviamente chiedere la luna non vi sarà ancora concesso, ma nelle serate giuste il primo passo dei Nangilima potrà essere quella valida spalla, sotto certi aspetti completamente “inaspettata”.

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