Nachtreich/Spectral Lore – The Quivering Lights

A volte nascono gioielli che solo una sana collaborazione fra due poli opposti può materializzare. Uno di questi casi è rappresentato dall’unione fra il progetto tedesco Nachtreich e quello greco […]

A volte nascono gioielli che solo una sana collaborazione fra due poli opposti può materializzare. Uno di questi casi è rappresentato dall’unione fra il progetto tedesco Nachtreich e quello greco Spectral Lore, reso ancor più unico dalla stampa esclusiva su vinile 12” (250 copie) da parte del binomio Bindrune Recordings/Eihwaz Recordings. The Quivering Lights è uno split atipico perché fonde assieme concettualmente le due entità creatrici, il compito non è quello usuale “io faccio il mio, tu fai il tuo”, qui l’alternanza arriva a giocare un ruolo fondamentale, finendo per affogare le nostre migliori sensazioni da ambo le parti. Il disco scivola via e ben presto impareremo ad accogliere ogni suo frammento per come viene, senza bisogno di stare a fare inutili calcoli (cosa che spesso purtroppo accade).

The Quivering Lights è ispirato dal mito, dal confronto fra Apollo e Dioniso, sul fatto di come due “energie diverse” possano finire a confluire su qualcosa di costruttivo. Unire un lato prettamente neoclassico a del truculento black metal poteva apparire come una missione forzata, invece –quasi per magia- grazie ad un bilanciamento ottimale le due anime arrivano a fondersi mirabilmente, l’una in qualità di fertilizzante dell’altra, strano a dirsi ma “ascoltare per credere” (anche perché non ci sarà nemmeno l’ombra di piccole forzature).

Tre canzoni per uno (ma le parti sapranno fondersi e confondersi, diciamo che viene solo sottolineato grossomodo quale predominio avrà il pezzo) per tre quarti d’ora di completo distacco. Iniziano i Nachtreich con Lights, qui uno splendido duetto fra pianoforte e violino arriva a sfociare fra braccia elettriche prima di tornare alla propria rispettosa riflessione. Quivering introduce la componente Spectral Lore, parte che si fa un pochino aspettare, ma quando arriva, con lei arriva anche una certa –e sempre bella da incontrare- pelle d’oca. Ci troveremo presto in qualche luogo situato fra il mistico e il spirituale, il ritorno dei tedeschi con la “scura ballata” Greyness serve proprio ad entrare in confidenza totale con lo split, la canzone apre deliziosamente ad una seconda parte altrettanto ricca di vibrazioni, seconda parte che sono loro stessi ad aprire con il sacrale crescendo di Ghost Lights (appare per la prima volta la voce, ovviamente sottoforma di disperato scream). L’ultimo quarto d’ora circa vede protagoniste prima Vanishing e poi Reflection, la prima con i suoi undici minuti è decisamente la più corposa (si calpesta un sentiero “insidioso” ed imprevedibile quanto il suo trasporto), la seconda chiude i battenti fra orpelli acustici questa volta prodotti dalla ditta Spectral Lore.

Isolatevi e godetevelo per bene, ma solamente se avvolti nel più veritiero dei vostri silenzi, a quel punto non riuscire ad apprezzare vi sarà pressoché impossibile.

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