Nachteule – Bergdorf

Il progetto del canadese Noctis (coinvolto anche nei nomi Alkymist, Calvaire e Blosse) si chiama Nachteule e si porta appresso una resistente pelliccia fatta di tradizione e freddo. Lasciata ormai […]

Il progetto del canadese Noctis (coinvolto anche nei nomi Alkymist, Calvaire e Blosse) si chiama Nachteule e si porta appresso una resistente pelliccia fatta di tradizione e freddo. Lasciata ormai sfogare l’ondata principale (definiamola pure “l’epoca d’oro) del black metal canadese è toccato ai più giovani (e volenterosi) il trasporto di un fardello per un genere che è riuscito nel tempo a portare non poco entusiasmo a livello mondiale.

Bergdorf è il secondo parto per il monicker Nachteule, al suo interno scoverete una rigida quanto tipica glacialità legata ai suoi confini nazionali. I nomi da fare sarebbero un bel po’, ma in questa specifica giornata non mi va di stare a elencarli tutti (tanto li sapete, suvvia!). L’album è uno di quelli propensi al “lavoro sensoriale dei fianchi”, germogli che spuntano strada facendo, a seguito di nuovi ascolti e di situazioni chiaramente idonee. Inizialmente si potrebbe avvertire un senso di smarrimento, forse legato a fluttuanti emozioni in cerca della retta direzione o del posto necessario ove fermarsi. Ma la pazienza dovrebbe arrivare a premiare chi di dovere, e quando le cose inizieranno a girare per il verso giusto vorrete soltanto essersi sommersi da fitti strati di neve, brina e ghiaccio.

Bergdorf è rimasto “orfano” di etichetta davvero per un niente, sono difatti bastati pochi mesi prima che la Wolfspell Records decidesse di metterlo sul mercato sottoforma di elegante digipack (confezione che rende decisamente onore al prodotto e che vi consiglio). Quattro lunghe canzoni più classica introduzione per un totale di quasi quaranta minuti di malinconico e acceso sfogo. Nachteule accende fuochi interiori (lavora con la melodia ma non la espone), un tepore che vale più che altro da immagine, come uno spruzzo di colore sul bianco eterno. Un rifugio dentro un ambiente impervio, musica espressa con sentimento e semplicità che arriva a pizzicare le giuste corde. Piccolo regalo di uno stile che li sotto continua a respirare anche se con poco clamore.

70%

Summary

Wolfspell Records (2018)

Tracklist:

01. L’Aube
02. Autour Du Foyer Rouge
03. A Grand Pas
04. Les Yeux De La Foret
05. Bergdorf

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