Nachtblut – Apostasie

Puro metallo tedesco arcigno/gothic/marziale quello portato avanti dai Nachtblut, una band pronta a realizzare i sogni di chi immagina scenari d’unione fra Crematory, Rammstein e un lirismo sconfinante talvolta su […]

Puro metallo tedesco arcigno/gothic/marziale quello portato avanti dai Nachtblut, una band pronta a realizzare i sogni di chi immagina scenari d’unione fra Crematory, Rammstein e un lirismo sconfinante talvolta su accenti d’ispirazione black metal.

Devo essere sincero, i primi giri sul nuovo Apostasie non mi hanno trasmesso granché e anzi ero molto negativo a riguardo, poi l’insistenza ha finalmente pagato e ora l’ascolto del disco mi suona come uno vero spasso privo di fronzoli e noia. Certo le aspettative non devono navigare su livelli incredibili, i Nachtblut restano una band ideale da far scorrere lentamente dentro quelle fumose serate goth trafitte nell’oscurità da potenti e fiammeggianti luci. Sono altamente sicuro che in quei momenti i Nachtblut sarebbero i classici che ti farebbero esclamare al tuo dirimpettaio :”chi diamine sono questi?!”. Insomma è “solo” divertimento oscuro, l’ideale per staccare la spina senza compromettere la propria immagine o attitudine notturna. La componente elettronica lavora bene senza valicare quel confine imposto dalla preponderante ala metal e tutto suona come dev’essere, in maniera composta.

Il quinto full-lenght Nachtblut apre i battenti con i “calibri forti” sparando in un sol colpo la tripletta perfetta formata dalle varie Multikulturell, Lied für die Götter e l’hit Amok; ognuna avrà il compito di sciorinare al meglio le piccole differenze presenti dentro il classico trademark sonoro di cui sono testimoni.
La prima parte passerà lentamente il testimone a quella più aspra e se vogliamo tinta da forme e melodici aspetti black metal (non prima dei tre minuti di Scheinfrommuna chiaramente Rammstein nel midollo), lasciando infine quella variopinta e “oltre le righe” per la conclusione (leggasi l’hard rock Frauenausbeiner -per me rovina il mood del disco- che vi farà pensare agli AC/DC e la successiva Einsam che sembra quasi voler scimmiottare i tipici lentoni alla Blutengel con voce femminile annessa).

Prendete Apostasie per vivere momenti di sfogo essenziali provvisti delle giuste e ruvide melodie, con molta probabilità farà il giusto senza deludervi.

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