Myrholt – Med samme naal, under samme maane

Myrholt è null’altro che il progetto di Alexander Myrholt, personaggio attivo sulle scene da parecchio tempo e che solo in questo 2017 ha deciso di dare vita a questa sorta […]

Myrholt è null’altro che il progetto di Alexander Myrholt, personaggio attivo sulle scene da parecchio tempo e che solo in questo 2017 ha deciso di dare vita a questa sorta di progetto solista. L’anno è stato costellato da parecchie sortite, uscite che trovano adeguato “riassunto” nei due full-lenght sin qui rilasciati; il primo The Poe Sessions usciva a Marzo, il secondo -e qui protagonista- Med samme naal, under samme maane a Dicembre.

Si avverte che Myrholt è nato dalle radici della vecchia scuola e il suo black metal sta li a difendere con ogni mezzo possibile la vera e autoritaria fiamma norvegese. L’album pur non essendo particolarmente eclatante riesce nel suo compito di “caramella” pura e nostalgica, in tal modo ci intrattiene regalandoci una quarantina di minuti ferali e mistici (ottimamente amalgamati fra di loro), perfettamente in linea con l’operato delle bands più in voga e operanti nel corso degli anni novanta (Darkthrone, Taake, Kampfar per dire le prime che ho avvertito).

Med samme naal, under samme maane si esprime attraverso sette pezzi, sette tuffi nel passato semplici e puri avvolti dentro i veri ricordi, emozioni pronte a spuntare acuminate, a cavallo di un sound tanto antico quanto ancor oggi unico e inafferrabile. La tracklist non delude, potrei menzionare la prima Inn i den blaa flammen o le successive Merkur, Mikrokosmos (credo la mia preferita) o l’Isengardiana Kysten, tanto non se ne potrà uscire sino alla finale Ved Yggdrasils tredje rot, ultimo giro (in crescendo, che bel modo per abbandonarci) concessoci in questo particolare mare di armoniosi anthem.

Myrholt è progetto per tutte quelle persone che vogliono “tornare” ad assaporare un determinato gusto e modo di fare. Dischi come Med samme naal, under samme maane sono l’ideale per chi non vuole togliersi un certo odore di dosso, magari deluso dalle strane evoluzioni avute da quelle formazioni una volta leader del settore. Tante volte non si può desiderare di meglio di sola e semplice  “autenticità”, sarà in questi momenti che Myrholt con le sue umili creazioni potrà venire bene.

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