Murder Construct – Results

Cosa ci si deve aspettare dall’unione di nomi come Travis Ryan e Leon Del Muerte? La risposta è di quelle semplici e si chiama “grindcore-death metal all’ennesima potenza“. Dopo un […]

Cosa ci si deve aspettare dall’unione di nomi come Travis Ryan e Leon Del Muerte? La risposta è di quelle semplici e si chiama “grindcore-death metal all’ennesima potenza“. Dopo un ep omonimo datato 2010 arrivano durante il 2012 alla prima fatica su lunga distanza intitolata Results (recante il simbolo Relapse Records). Il disco è “strabordante”, guidato com’è dalle accelerazioni dell’indemoniato Danny Walker al drumkit, il chiaro intento è quello di “piallare” senza alcun ritegno l’ascoltatore da cima a fondo, costringendolo ad una sorta di costante fuga priva di tregua.

Results esprime e dimostra pura violenza, ma sotto certi aspetti è pure molto sfiancante (nonostante la non eccessiva durata media delle canzoni) e complicato, ai nostri non piace suonare un “grind per le masse” e sottolineano questo aspetto continuamente. Feroci ed implacabili come solo un’efferata macchina da guerra sa essere, i baldi americani radono al suolo ogni cosa, violentano gli strumenti secondo gusto e consumo apparendo “spigolosi” e contorti ma mai esageratamente complicati. E’ questo a rendere l’ascolto di Results “estremamente” piacevole, anche ricco se vogliamo, perché la creazione diabolica messa in scena vi trascinerà ossessivamente e vi macellerà il cervello sbilanciando alcune tipiche certezze di tutti i giorni. Non diventerà un mostro sacro del genere, non rappresenterà una nuova frontiera alla quale appigliarsi, però fluisce bene, riuscendo a manipolare un certa rabbia repressa (ed una strana forma di controllo). Farsi travolgere, o arrendersi, diventa automatico e dovuto. I Murder Construct fanno in modo che una scarica impazzita si impossessi di noi per mezz’ora, poi ci lasciano in balia del silenzio, e quasi li vedo mentre- con un bel ghigno stampato addosso- guardano i nostri volti inebetiti dopo l’espressione di cotanta violenza sonora.

La produzione è secca, le chitarre taglienti come schegge (rallentano solo in una occasione in tutto l’album) mentre il growl implementa tutta la repulsione possibile nella ricerca della sua personalità. Autentico e bestiale tormento sonoro.

  • 67%
    - 67%
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Summary

Relapse Records (2012)

01. Red All Over
02. Under the Weight of the Wood
03. No Question, No Comment
04. Gold Digger
05. Compelled by Mediocrity
06. The Next Life
07. Dead Hope
08. Feign Ignorance
09. Mercy, Mercy
10. Malicious Guilt
11. Resultados

About Duke "Selfish" Fog