Misanthropic Existence – Death Shall Be Served

64 minuti di caos infernale, una tagliola pronta a chiudersi sulle nostre carni senza alcuna manifestazione di ritegno, attraverso dosi spropositate di violenza e chili di blasfemia. Non si guardano […]

64 minuti di caos infernale, una tagliola pronta a chiudersi sulle nostre carni senza alcuna manifestazione di ritegno, attraverso dosi spropositate di violenza e chili di blasfemia. Non si guardano allo specchio per farsi belli gli inglesi Misanthropic Existence, con molta probabilità non si guardano neppure dietro per vedere il macello animato per in occasione del loro primo parto discografico su lunga distanza. Loro vanno avanti e triturano quanto possibile con il loro death/black sporco e brutale, capace di far andare d’accordo i seguaci di diverse correnti estreme, accomunate però dalla necessaria voglia di una violenza senza fine, completamente rigenerante e priva di “piacenti” momenti di respiro.

Il black metal violento ed “unto” si appoggia sull’approccio inglese, ma guarda pure ai discorsi più dissonanti del genere mentre dall’altra parte otterremo risposte accese da parte del death metal e delle sue fetide varianti nei pressi del facinoroso war metal. I Misanthropic Existence ci vomitano contro quanto possibile e anche oltre, quasi l’inimmaginabile. Death Shall Be Served sarà una continua ed implacabile discesa nella follia che alberga al nostro interno, il riflesso di una parte animalesca che siamo abituati a tenere nascosta. Un disco chiaro, che è pronto a farla uscire questa follia e non dovremo spaventarci per quanto “a fondo” riusciremo a precipitare, o cosa queste diaboliche note potranno far uscire dalla nostra testa.

Un martellamento continuo e volgare, certamente efficace, ma che necessita della giusta preparazione psicologica (altrimenti non si faranno troppi passi dopo l’opener Sacrificial Slaughter, una sorta di test “assoluto” o se preferite di “battesimo” prima di poter proseguire) per produrre i sperati risultati. I Misanthropic Existence rilasciano note che fanno male, un vortice pronto ad inghiottire tutto e tutti senza alcuna preferenza. Ma con la giusta calma potremo trovare diverse finezze dentro cotanto martirio sonoro (cosa dire dell’attacco della title track strumentale o della guizzante Molested by the Abrahamic Gods ?), saranno magari “brevi accenni”, ma proposti da dei musicisti che sembrano sapere cosa fare e come comportarsi a ridosso di ogni occasione. L’intuito che trapela attraverso lo sfinimento, una lotta per il bisogno di trovare la necessaria confidenza che giungerà infine come agognato premio (ma non prima di aver superato i dodici gorgoglianti minuti di War-Torn Earth and Blood Soaked Skies), ma solo dopo l’infinita mietitura. Lasciatevi pure sturare le orecchie dai Misanthropic Existence, può darsi che non ve ne pentirete.

Il disco venne rilasciato nel Gennaio 2017 dalla band ma solo oggi riceve la necessaria attenzione grazie allo sforzo della Aesthetic Death. L’etichetta inglese per l’occasione confeziona un digipack ben curato e intrigante, pronto a fare “rilievo” e sporca figura nelle nostra unica e particolare collezione.

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Summary

Autoproduzione (2017), Aesthetic Death (2018)

Tracklist:

01. Sacrificial Slaughter
02. Decadent, Pestilent; Piss-Sodden Sub Race
03. Kill Yourself
04. Monetary Mausoleum
05. Rancid Vermin Flesh
06. Misanthropic Existence I
07. Illusory Manifest Reality
08. Molested by the Abrahamic Gods
09. War-Torn Earth and Blood Soaked Skies
10. Verisimilitude
11. Humanicide

About Duke "Selfish" Fog