Massenhinrichtung – Zakon zbroi

Ma che bella sorpresa impattare sul monicker Massenhinrichtung, questi bielorussi sanno di certo come incantare mescolando black metal e fluttuanti sensazioni folk. La loro terra e la sua storia fonte […]

Ma che bella sorpresa impattare sul monicker Massenhinrichtung, questi bielorussi sanno di certo come incantare mescolando black metal e fluttuanti sensazioni folk. La loro terra e la sua storia fonte di viscerale ispirazione, ispirazione che sfocia a tutta su note musicali sempre avvincenti, frutto del giusto tiro fra ciò che deve essere l’impatto e ciò che invece và dato e concesso in termini di “rilucente atmosfera”. Quest’unione è così perfetta che si smetterà ben presto di pensare a quanto ci sia di una componente e quanto dell’altra, le due “forze” collaborano in armonia, trascinano, incantano e dipingono scenari drammatici, fortemente sentiti.

Zakon zbroi è il loro secondo disco (il primo uscì per Eastside nel 2008) e non smetterà un solo attimo d’entusiasmare, già a partire dall’iniziale “boccata d’aria” strumentale The Dawn upon the Bug River (il campo ci viene preparato con cura da un sinfonico velo dark ambient). La Darker than Black Records ha di certo estrapolato un disco di livello, qualcosa di “classico” eppure mai banale da respirare. I Massenhinrichtung suonano come un’ipotetica sfuggente unione fra Moonsorrow e Nokturnal Mortum/Kroda, la potenza viene sprigionata subito e senza timore, già a partire dall’eccezionale affresco chiamato The Order of Force. Il potere dell’Est Europa, della rabbia, e di una ferocia controllata, sviata opportunamente sul melodico senza per questo dover lanciare ami troppo”facili da afferrare”.

Commuovente davvero The Order of Force, che inizio, che chitarre, quale tragico trionfo! Poi l’attacco della successiva The Ghost of Devastated Motherland ti fa subito capire che le cose non cambieranno, ti tranquilizza, come a dirti “non preoccuparti, sarà tutto così”. E in tal modo “sbornia sarà”, carati che pesano su tutte le successive composizioni, piccole meraviglie come la ferale The Blizzard o The Winter of Belarusian Lands.

Acchiappati dalla ispirazione ci ritroveremo consapevoli vittime delle loro accese e commoventi trame. Sentiremo scorrere le note in maniera liscia -quasi inafferrabile- ma pur sempre conscie del loro notevole e mai così banale valore, Zakon zbroi è pronto a colpire da subito, ma non si lascia sfuggire neppure la possibilità di incrementare la sua “portata” nell’arco dei successivi e sicuramente bisognosi ascolti. Tremendamente naturale, così “istintivo” da non lasciare spazio a minime repliche, il messaggio arriva così bene che non andrebbe nemmeno descritto, il suo intercalare agisce come una sorta di vortice dalle buone intenzioni, un vortice che spero risulterà impossibile poter frenare.

Non so in quanti se li siano effettivamente filati, ma l’importante è rimediare e finalmente giungere sulle note confezionate dai Massenhinrichtung.

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