Maniac Butcher – Masakr

Mancavano alla scena da molto ma la pazienza ripaga sempre, e così, affrontate tutte le difficoltà, ecco di nuova in vita i Maniac Butcher. Il duo ceco formato da Barbarud […]

Mancavano alla scena da molto ma la pazienza ripaga sempre, e così, affrontate tutte le difficoltà, ecco di nuova in vita i Maniac Butcher. Il duo ceco formato da Barbarud Hrom e Vlad Blasphemer è tornato per la gioia dei più truci “no compromise” in circolazione. Dall’alba dei tempi il monicker Maniac Butcher vuol dire esposizione, rudezza, declamazione e marciume, nel 2010 il progetto è tornato proprio per ricordarci tutto questo.

Masakr è il loro settimo sigillo discografico ed è spalleggiato dalla Negative Existence (stampa anche su vinile limitata a 500 copie), il disco si presenta molto bene graficamente, logo storico ben impresso e copertina barbara, semplice ma affascinante solo come un disegno imperfetto riesce ad essere, ottima anche per scelta di colori scuri e sanguigni (si può dire che la copertina spiega adeguatamente la loro musica ancor prima di sentirla).

Ma veniamo al sodo, come avrete capito i Maniac Butcher non hanno intrapreso nuove strade, il tempo non ha cancellato i proclami e l’unica differenza fra Masakr con il passato solo nella produzione pulita in tutto per tutto. Ma il bello è che tutta questa limpidezza non offusca minimamente la carica e il tipico trademark del gruppo di Barbarud Hrom, il suo scream lacerante e deviato è sempre quello, e le canzoni non mostrano mai cedimenti. Il terreno dunque è fertile per l’operato di Vlad Blasphemer, autentico esalatore di rudezza fatta musica. A Masakr non serve molto tempo per completare la propria missione, mezz’ora disciolta in sei canzoni dai titoli lunghissimi per un risultato compatto ed efficace, facile perdere la bussola e la cognizione del tempo, la fine poi arriva sempre inaspettata e quasi a tradimento.
La prima Desatero krutych zim prezitych v teple zhnouci zare slavy minule è pura poesia barbara, forse il brano migliore di questo ritorno, ma non è certo da meno quello che si sentirà dopo, a partire dalla melodica (per quanto la parola “melodico” possa avere un senso associata a loro) Projizdka hvozdem hlubokym za oucelem scitani stavuch vlkuch a vlkodlakuch dove i Maniac Butcher appaiono davvero ispirati e dinamici. La pulsante attività dei primi tre brani è conclusa dalla thrashy Rozhodnuti nezvratne vsecken mir rozhodne rozvracejic dove Barbarud sfoggia una delle sue migliori prove di sempre, da ascoltare con attenzione l’ultimo minuto “d’alta emotività”.
Bezbozne rouhani zpovedni před tazeni vojnoveho zapocetim è pezzo lento ma fluido, episodio a suo modo epico e di respiro in attesa della rasoiata innescata dalla seguente Masakr krvavy pro plneni zajmuch vyssich i rezniceni nadbytecne pro kojeni puduch nizkych, canzone manifesto del Maniac Butcher pensiero. Spetta poi alla finale Zakonceni oudesne bezpoctum krutou jistotu slibujici, vsak mne bezpocet slibnych nejistot skytajici far risaltare l’ultimo velenoso respiro battagliero, furia barbarica che scende decisa sull’avversario senza la più piccola esitazione.

Nei momenti di smarrimento e indecisione c’è sempre bisogno di qualche buon motivo per continuare, i Maniac Butcher hanno con i fatti dimostrato di esserci, di essere ancora il “solito” rifugio dalla massa e da quella parte “plasticosa” del metal estremo. Potete pure continuare ad ignorarli tanto a loro poco importa.

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