Malmort – Vox In Excelso

Non rimarrà certamente scolpito sugli annali Vox In Excelso, l’esordio discografico su lunga distanza dei francesi Malmort non è di certo quel disco in grado di rimanere impresso nella memoria […]

Non rimarrà certamente scolpito sugli annali Vox In Excelso, l’esordio discografico su lunga distanza dei francesi Malmort non è di certo quel disco in grado di rimanere impresso nella memoria a lungo termine, però alcune qualità da offrire le sprigiona e l’ascolto procede tutto sommato positivo.

Ben prodotto ed impiattato, potente, cesellato e spartito a dovere fra momenti intensi e rabbiosi e altri tipici di marmaglia come ultimi Darkthrone, Carpathian Forest o Horned Almighty. In sintesi una piacevole via di mezzo fra il lato rozzo e sudicio e il tipico materiale raw, in ogni caso un’ottima rappresentazione di black metal, suonato con le palle ben esposte, ben visibili anche ad una prima  sfuggevole occhiata.

Magica l’opener XIII October MCCCVII, fra introduzione,  tanto ritmo e sotto melodia “da veri intenditori”. La prova vocale è di quelle “roche”, pazienti, mortifere e sataniche, la chiusura del cerchio globale è così riuscitissima grazie anche ad una sezione ritmica secca, per niente evanescente. Martellante la seconda Cruciatus, un vero pugno in faccia a chi da anni continua a criticare l’immobilità sonora di certo black metal, un genere che non ne vuole sapere di crescere o di eccedere su qualche eccentrica e sofisticata partitura. Con Templi Secretum e De Laude Novae Militiae (profonda, sacrale, trascinante ed occulta allo stesso tempo) diventa tempo di fottuto black’n’roll, con giri incandescenti e tanto tanto sudore da offrire (ancora niente di nuovo, ma sta roba prende, eccome se prende).
Faciens Misericordiam espande ai quattro venti la sua intensità, intravediamo riflessi di calore, pian pianino alte fiamme si materializzeranno, pronte ad abbracciare tutto quello che produce luce e positività (grandissimo il rallentamento da metà canzone in giù). Roi De Marbre è in qualche modo più intima (per quanto questa definizione possa andare bene nel cercare di descrivere la musica dei Malmort), giusto qualche attimo per tirare il fiato prima che nuovi chiodi vengano accuratamente piantati nella carne, prima troviamo Considerentes Dudum, poi ci sarà Finis Regni Et Funereus Successiones (un modo di chiudere la vicenda con un che di “raffinato” e malato nell’aria).

A ben pensarci non è tanto facile trovare un disco che dia una buona dose di “svago” senza apparire per questo totalmente frivolo o cazzaro. Vox In Excelso è serio dal principio alla fine, fa sbatacchiare la testa e riempie di un gusto bello pieno l’ascoltatore. Ai suoi tempi una bella scoperta.

About Duke "Selfish" Fog