Kozeljnik – Death Gives unto Life

E’ davvero un piacere ritrovare i serbi Kozeljnik, li avevo difatti “abbandonati” al loro secondo disco Deeper the Fall (trovate già la disamina nel sito) e avevo pure mancato l’appuntamento […]

E’ davvero un piacere ritrovare i serbi Kozeljnik, li avevo difatti “abbandonati” al loro secondo disco Deeper the Fall (trovate già la disamina nel sito) e avevo pure mancato l’appuntamento con il corposo ep Null: The Acheron of Multiform Negation, ma fortunamente la cruda formazione black metal mi ha dato un nuovo motivo per avvicinarmi al loro mondo, una occasione intitolata Death Gives unto Life, altro ep di circa mezz’ora che mi riporta istantaneamente su pensieri di “evoluzione” dati dal riuscito ultimo disco.

Insomma questi nuovi quattro brani non perdono tempo nel “denunciare” una certa crescita, si perché il black metal dei Kozeljnik aveva già dato segnali speciali, un’impronta decisa, un’impronta a cui bastava giusto levigare alcuni angoli, cosa che questo Death Gives unto Life fa infine benissimo. Musica “sacra e rituale”, sempre pronta a diramare un forte ed acceso profumo insidioso, di chiuso, un cerimoniale “da rodaggio” che attinge piena forza dal senso di ripetizione e da sempre nuovi e “curiosi” ascolti.

I quattro brani presenti su Death Gives unto Life non sono mai sbrigativi, danno subito l’idea di essere stati curati a fondo per riuscire negli intenti adeguatamente prefissati. C’è bisogno di formazioni come i Kozeljnik, di creature capaci di fare un lavoro “ordinario” che poi tanto ordinario non è. E ci accorgeremo ben presto del livello sostanzioso delle note proposte, di quelle lente/ciondolanti nenie pronte ad afferrare i pensieri più cupi e nocivi.

L’opener ‘Tis the Soul on Wayward Path e l’ultima “latente” Absence and Seclusion of Spirit sono certamente i manifesti della “grazia” proposta dai serbi, brani capaci di catalizzare e liberare forze occulte, dannate ed opportunamente misteriose. Ma non da meno sarà l’ossatura centrale con Scarring the Entities (un mood quieto, quasi dal necessario trasporto) e Bitter Libations to the Unnamed, due pezzi pronti a chiarire la continuità dei ragazzi e verificarne le mai banali doti compositive.

Abrasioni cingenti e dissonanti, con Death Gives unto Life senza strafare non si corre il rischio di sbagliare

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