Khors – The Flame of Eternity’s Decline

Il sapore dell’esordio, di tempi “pulsanti”, dove ciò che facevi veniva recepito e seguito con più enfasi rispetto ad oggi. Chissà se le ristampe dei passati album degli ucraini Khors […]

Il sapore dell’esordio, di tempi “pulsanti”, dove ciò che facevi veniva recepito e seguito con più enfasi rispetto ad oggi. Chissà se le ristampe dei passati album degli ucraini Khors sono ancora motivo d’interesse per qualcuno oppure no, certo, a voler essere positivi ad ogni costo, in determinati casi è sempre un bene, soprattutto se le quantità delle care e vecchie copie su Oriana Music sono considerabile come “terminate da anni” (io la custodisco ancora gelosamente). E pensare che le loro belle cose le avevano fatte, proprio a partire da questo The Flame of Eternity’s Decline, un lavoro che fece azionare leve d’attenzione ed approfondimento a molti.

In occasione del suo decennale la Svarga Music opera la ristampa completamente rimasterizzata dell’album, dandogli meritato lustro, con edizione digipack limitata a 500 copie e una nuova -e tutto sommato gradevole- copertina.

I Khors irrompevano sulle scene con solidità, figli di note musicali della loro terra (non a caso troveremo le ospitate di Wortherax e Saturious, entrambi dal passato Nokturnal Mortum), note aspre, misteriose e ferali. L’odore di selvatico, dell’attacco è percepibile fin da subito e non si scollerà mai lungo la quarantina di minuti scarsi ai quali verremo sottoposti. Non c’è da girarci intorno troppo, The Flame of Eternity’s Decline è un reperto obbligatorio da recuperare se l’atmosfera abbinata al black metal vale qualcosa per noi e per la nostra fame musicale. Il disco non vuole imporsi come capolavoro indissolubile, ma la sua “grandezza” riesce subito a fuoriuscire senza la presenza di grossi patemi. E’ un album che non chiede molto, ma finisce col dare sicuramente di più (il che non è esattamente scontato), ha la capacità di stregare, di creare quel feeling speciale in grado di soggiogare. Cali non pervenuti, l’attenzione sarà predatrice, in diversi punti assai emozionante, guidata da uno scream sanguigno e lacerante (nel ruolo di oscuro incantatore).

Se già conoscete e masticate Nokturnal Mortum, Drudkh, Hate Forest e Astrofaes (ci metto dentro anche la nostalgia dei primi Dimmu Borgir, sopratutto per alcune parti tastierose) non c’è proprio motivo per continuare ad ignorare i Khors, ma soprattutto il loro splendido esordio The Flame of Eternity’s Decline. Questa è un’altra occasione per sopperire alla mancanza, farsela sfuggire un mezzo delitto.

In basso potete ammirare la copertina della prima stampa.

Khors

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