Karne – Symposium of Torments

Esistono dischi black metal in grado di far scattare quella scintilla che sempre più raramente si manifesta nella sua interezza; esistono formazioni come i francesi Karne e fatiche discografiche specifiche […]

Esistono dischi black metal in grado di far scattare quella scintilla che sempre più raramente si manifesta nella sua interezza; esistono formazioni come i francesi Karne e fatiche discografiche specifiche come il loro secondo atto Symposium of Torments, un qualcosa difficile da descrivere, proprio come si usava fare un tempo, dove erano poche le parole a contare a discapito dei fatti.

La trazione norvegese ancora tramandata e sbandierata con estrema fierezza per mezzo di un black metal che nulla vuole aggiungere se non una sagace riscrittura di quella postuma/ennesima pagina di un genere che nonostante l’evidente fatica del sapersi reinventare nella sua eccezione più classica, riesce ancora a partorire prodotti di indubbio valore. Così come è giusto restare nella media di fronte a determinati full-lenght senza infamia ne lode è giusto ergere al posto di competenza quelli capaci di mettere nuovamente in subbuglio specifiche sensazioni/elevazioni, cosa che Symposium of Torments fa alla grandissima.

Il black metal dei Karne è “strascicato”, crudo e basilare, malefico, mai fermo su se stesso e pregno di quell’espressione melodica che solo un qualcuno con addosso il marchio dell’autentica passione può riuscire a produrre così efficacemente. Symposium of Torments vede la presenza di dieci composizioni e fa certamente notizia il fatto di come nessuna di queste porti l’asticella ad un livello diciamo “inferiore”. I Karne buttano fuori un lavoro estremamente solido e capace di alimentare con fermezza l’entusiasmo dato in partenza dalla prima traccia, traccia che non diventa dunque il solito “specchietto d’attrazione”, ma solo il primo gradino di una creazione matura, in grado di mantenere un livello costante e fedele a quell’impronta di comunicazione intrapresa alla nascita.

Symposium of Torments riesce laddove molti validi simili falliscono, ovvero l’inevitabile confronto con le distanze (grazie a fraseggi sempre magnetici). E così ogni nuovo giro di queste dieci scritture rafforza quello fatto in precedenza lasciando parcheggiata altrove la mancanza di sorpresa, o quel calo d’entusiasmo che in molti casi rovina qualcosa di comunque gradito o già conosciuto.

Sono dischi come questo che vanno inseguiti ad ogni costo ancora oggi, lavori che non hanno timore di spingersi su livelli d’intensità elevati con una una “presa in cura” del singolo pezzo che ha quasi del maniacale se rapportata al genere di riferimento. I Karne consegnano alla loro storia un lancio che ad occhi chiusi va molto vicino al centro del bersaglio, i seguaci sono avvertiti, vietato ignorare.

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