Just Before Dawn – The Dead and Those About to Die

L’ep che vorresti trovare ogni giorno fuori dalla porta, pronto ad aspettarti, pure bello corposo come se non bastasse, sia nella durata (28 sferraglianti minuti) che nel sound, ma quest’ultima […]

L’ep che vorresti trovare ogni giorno fuori dalla porta, pronto ad aspettarti, pure bello corposo come se non bastasse, sia nella durata (28 sferraglianti minuti) che nel sound, ma quest’ultima non sarà di certo una novità per chi già conosce il monicker Just Before Dawn, formazione già distintasi in passato grazie a due implacabili lavori (Precis innan gryningen del 2013 e The Aftermath l’anno dopo).

Questo The Dead and Those About to Die funge come sorta di “ricapitolazione” della loro discografia, la giusta dose d’adrenalina prima di un nuovo assalto su più lunghe e consone distanze. La band ripesca tre brani già conosciuti (Counterbattery e Outnumbered dalla mc Counterbattery e la ghiotta Grave Without Crosses, canzone uscita in via digitale solo alcuni mesi prima) e li guarnisce con due nuove deflagranti “bordate” come Into the Iron Mist e Through a Rain of Fire.

Cosa si può dire riguardo i Just Before Dawn? La band svedese si è sempre distinta per la grande quantità di ospitate nei suoi full-lenght, ma ora sembra aver trovato la giusta dimensione nel terzetto formato da Anders Biazzi, Brynjar Helgetun e Jonny Pettersson. The Dead and Those About to Die da questo punto di vista ridà fuoco alla miccia, all’assalto sonoro che li contraddistingue e precede. I Just Before Dawn sono “l’esaltazione aggiuntiva”, l’alternativa ai soliti deliri di Bolt Thrower e Hail of Bullets, quest’uscita non potrà far altro che rafforzare la loro posizione all’interno di quella speciale categoria “bellica” ed esplosiva (ma in qualche modo subdolamente melodica) che non ammette alcun tipo di rifinitura all’interno del proprio songwriting.

Puro assalto, un avanzamento svolto in totale circospezione, con occhi guardinghi e pronti a colpire al primo movimento sospetto. Counterbattery è più di una semplice dichiarazione d’amore per un certo modo d’agire, ideale come implacabile lentezza d’apertura. Con Outnumbered ci troveremo già in trincea, mentre Graves Without Crosses tingerà l’atmosfera con pazienza, inquietudine e sentimento, facendo salire il lato puramente interpretativo dei nostri.

Tranquilli quindi, non c’è da temere, The Dead and Those About to Die non sposta le coordinate di una formazione che ha bene in mente come e dove agire. Lo capirebbe anche un sordo sulle note dell’inno martellante Into the Iron Mist (polvere, polvere quando quelle chitarre si staccano) o sullo stacco brutale di Through a Rain of Fire.

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