Itnuveth – The Way of the Berserker

Provengono dalla Spagna ma guardano alla tradizioni nordiche (se siete contrari a certe associazioni potete subito girare alla larga) e nel corso del 2014 hanno fatto spiovere il loro debutto […]

Provengono dalla Spagna ma guardano alla tradizioni nordiche (se siete contrari a certe associazioni potete subito girare alla larga) e nel corso del 2014 hanno fatto spiovere il loro debutto intitolato The Way of the Berserker. Loro si chiamano Itnuveth e sono il progetto black metal di Volundr (su questo disco è accompagnato dalla sola -e già “ex”- Lianne Krossburner degli Edenkaiser per le parti vocali), il contratto iniziale con Xtreem Music ci da innanzitutto segnali confortanti, sopratutto per quanto riguarda la scena spagnola che sembra credere molto su questo monicker. Ma sarà realmente così o è solo una questione di “favori”? (apparentemente non si avvista la presenza di nessun demo o simile che possa far pensare il contrario) Di certo crea sempre un pochino di trambusto vedere una formazione di questo tipo uscire per un’etichetta specializzata in ben altro campo (quello death metal), quindi il primo ragionamento che ti fai è: “che possibilmente c’è qualcosa per cui valga la pena provare interesse”. Ma di nuovo, sarà davvero così? La risposta -come nella stragrande maggioranza dei casi- sta sempre nel mezzo e cambierà a seconda di come siamo soliti approcciare determinati stili musicali. Che poi in questo caso bisogna pure framezzare svariate volte, dando per scontato che il fattore “completa ispirazione nordica” non ci dia a pelle troppo addosso ci sarà da combattere contro notevoli aspetti “retrogrado/primordiali” presenti sulla musica. Perché se con le tematiche ipoteticamente mi tiri dentro parecchie persone (il “boom dei vichinghi” fa sempre il suo rumore) poi devi anche saperle “trattenere” adeguandoti in proporzione. Ma sarà proprio qui che avverrà una sorta di clamorosa rottura, perché la musica firmata Itnuveth è tutto fuorché che esagerato e facile approccio, niente ornamenti, niente ghirigori e nessuna parte vocale pulita connessa a partiture da “dance folk”, questo giusto per sottolineare come alcuni 2+2 iniziali (e del tutto istintivi) a volte risultino del tutto sbagliati.

The Way of the Berserker è lavoro guerriero, un morso selvatico (l’eccesso vocale di Lianne rende bene sulla scia della sua esasperante prestazione) scongelato con una ventina d’anni circa di ritardo. Sotto certi aspetti basterebbe la partenza Bathoriana di Legacy of a Dead Wolf per decretare il nostro gradimento o meno, io ci sono caduto bene così come è la musica, in maniera semplice e con pochi problemi da dover esaudire a riguardo. Certo le pretese a volte vanno a pari passo per come te ne decidi di uscire, in questo caso il sodalizio con Xtreem Music appare come la classica operazione “boomerang”, da un parte il tuo nome verrà messo sulla bocca di molti, dall’altra se non sei pronto o perfetto in ciò che fai, ti prenderai sane critiche e svariati anatemi senza possibilità di ribattere.

The Way of the Berserker non mi è sembrato così osceno ma certamente non è neppure chissà quale cosa imperdibile, diciamo che sembra uno di quei gradevoli demo che si usava comprare direttamente dalle band (due soldi, sound ovattato ed imperfezioni regnanti, insomma “spezie” del tutto particolari), buona musica ma certamente non pronta a venir recepita su “larga scala”. E’ un piccolo mattone underground, che porta con se tutti i suoi pregi e difetti (da adorare entrambi) di casereccio black metal pagano, marcio nell’anima ma più “dilatato” quando si tratta di passare ai fatti.

Di cose belle però ce ne fanno ascoltare, partendo dalla già citata Legacy of a Dead Wolf passando per l’impavida increspatura ritmica di Black Henbane, la tensione di Chaotic Chasm (belle le melodie che partono) o l’inno ibernante di Lif in Hoddmimis Holt.

Chi in passato ha potuto fraternizzare con una certa serie di uscite spagnole in ambito black metal ritroverà negli Itnuveth un piacevole frammento di ricordo creduto -forse a torto- disperso. Ovviamente, simpaticamente, nulla di trascendentale.

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