Inferior – The Red Beast

Dalla Svezia tornano con dieci brani gli Inferior, tornano con l’intenzione ferrea di serrare i ranghi, di essere più decisi e “meno stravaganti” possibile. C’è una sottile linea a dividere […]

Dalla Svezia tornano con dieci brani gli Inferior, tornano con l’intenzione ferrea di serrare i ranghi, di essere più decisi e “meno stravaganti” possibile. C’è una sottile linea a dividere il nuovo The Red Beast con il precedente Unsoiled, tre anni sono passati ma di certo non sono mutate le intenzioni di questa band nata per divertire ma soprattutto per divertirsi. L’opera di snellimento è ben radicata, bada di più al sodo, al classico, e racchiude il tutto all’interno di meno minuti. In tal modo il nuovo disco suonerà ancor più di mestiere ma anche efficace per come ci viene proposto e diluito. Il thrash metal nordico degli Inferior è acceso, pesta diretto e non si ferma mai in nessuna occasione a pensare alle possibili “articolazioni”, il riffing è secco e chiama in causa la scuola proliferata dalle secche radici At The Gates (a traino vi sobbalzeranno in testa ora i The Haunted ora i The Crown).

Gli Inferior hanno ancora il gusto di corrodere la loro essenza thrash con partiture infette di matrice death metal, questa componente non prende mai lo scettro ma si limita a colorare alcuni momenti nel migliori dei modi. I quaranta minuti di The Red Beast non mollano mai la presa, ottima Own Your Honour così come la ben calibrata title track o il riffing incessante di Divine Spectres. Innocence Denied frulla invece con piacere (particolarmente alla Exodus, quantomeno più di altre), candidandosi di diritto per l’ipotetico podio dell’album. Nella coda si faranno notare prima la ben scandita Monumental Rebirth e la variegata Carving The Legacy.

In queste occasioni non c’è poi tanto da dire, il disco esprime la sua carica molto bene senza il bisogno di stare a perdersi in troppe e nocive spiegazioni, non porta di certo l’entusiasmo su livelli eccelsi (bisogna ammetterlo), ma quantomeno intriga ed intrattiene meglio del comunque valido predecessore. Senza dubbio gli Inferior ci offrono un buon “contorno” a questo giro, musica che non farà troppo rumore a livello mediatico, ma che arriverà sicuramente ad appagare quegli individui meno esigenti posti in libera circolazione.

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