Horrorscope – Altered Worlds Practice

I polacchi Horrorscope riescono nell’impresa di far palpitare questo -troppo spesso- assopito e malconcio “cuoricino thrash metal” (la cui miccia, rispetto ad altri generi, mi risulta più difficile da far […]

I polacchi Horrorscope riescono nell’impresa di far palpitare questo -troppo spesso- assopito e malconcio “cuoricino thrash metal” (la cui miccia, rispetto ad altri generi, mi risulta più difficile da far scattare oltre un livello diciamo “standard”) con dosi di assoluto rinvigorimento. Il loro nuovo Altered Worlds Practice è per quanto mi riguarda un gran bel dischetto, subito capace di far scattare scintille, entusiasmo, headbanging sfrenato e quant’altro a loro ci può essere di connesso. Gli Horrorscope partoriscono un lavoro quadrato ed efficace, abile nel giostrare fra più correnti e gruppi appartenenti alla famiglia del thrash metal (ne ho pensati davvero tanti ma quelli rimasti più impressi sono su tutti i Testament e Annihilator, poi i Nevermore per alcune melodiche divagazioni ed infine i Kreator/Destruction per concretizzare al meglio un dna europeo). Questa sorta di varietà la si respirerà appieno lungo una tracklist pronta ad offrire diverse angolazioni di una stessa e solida facciata. Se poi ci mettiamo un grandioso artwork (ogni pagina del libretto avrà testo della canzone e speciale disegno connesso), curato come una volta nei minimi particolari (e bello pesante aggiungerei) dalla Defense Rcords, l’acquisto diventa aspetto da tenere mooolto in considerazione per ogni incallito thrasher ancora in libera circolazione.

L’opener Headhunters Are Back si erge con grandiosità su strofe trascinanti e un refrain lesto nell’aprire opportuni squarci melodici. Le chitarre iniziano qui la loro indovinata macinatura, un’operazione che non smetterà un solo attimo di generare necessario scalpore e attaccamento nei confronti di una release che non si finirà più di apprezzare sino alla conclusione. D’altronde brani come la title track (quanto diamine è riuscito il ritornello, e il resto non è da meno!), Countdown of the Mad, Chaos Approved (anche qui cosa combinano! Roba che resta in testa per minuti e minuti a venire) la violenta Delicious Hell, l’oscura The Jinx o Addicted to Fear non faranno altro che rinvigorire un messaggio portatoci in grembo da una produzione esaltante, brava nel sottolineare ogni vibrazione, ogni punto di nevralgica importanza della nostra amata musica. Da non sottovalutare infine  la prova del singer Adam “Baryla” Bryłka, ulteriore punto di forza e suggello della creatura Horrorscope, a suo agio quando c’è da graffiare oppure quando c’è bisogno di aprire grezzamente il tutto. In entrambi i casi non resta che esaltarci.

Altered Worlds Practice chiude i battenti con l’imprevedibile cover di Wolverine Blues (Entombed), giusto per la serie “non facciamoci mancare niente”. Beh, gli Horrorscope inglobano a loro modo tale stoico brano e a noi non resta altro che congedarci appagati e sorridenti per questo “piccolo miracolo”.

Gli Horrorscope con questo loro sesto capitolo discografico battono un segnale deciso e brillante, un segnale che spero venga recepito da chi dovere, perché c’è un dannato bisogno di album così carichi di  valore.

About Duke "Selfish" Fog