Horrified – Descent Into Putridity

Gli inglesi Horrified (a volte differenziare pochino un nome già usato da altri aiuterebbe a fare più chiarezza) si sono formati recentemente (2012), e hanno dato fuoco alla loro carriera […]

Gli inglesi Horrified (a volte differenziare pochino un nome già usato da altri aiuterebbe a fare più chiarezza) si sono formati recentemente (2012), e hanno dato fuoco alla loro carriera con un primo demo intitolato Carcinogenic Feasting (2013). Tempo un annetto ed ecco che la Memento Mori da loro possibilità di uscire allo scoperto con il primo full-lenght Descent Into Putridity.

Il responso se circoscritto al suo essere “prima prova” è senza dubbio positivo, la mezz’ora qui intrapresa ci tiene con il piede ben pigiato sull’acceleratore, procurandoci di fatto ben pochi -se non nulli- grattacapi. Ma c’è anche da dire che il grado d’esaltazione non sfonda determinati recinti, e ci lascia vagare dentro una bolla che solamente a tratti corre il rischio di sfiorare pareti fatte di preoccupazioni.

Descent Into Putridity si immerge per intero dentro la categoria “nostalgia”, la lama death metal viene affilata con metodi puramente lerci e rozzi, guardando senza preoccupazioni nel passato di casa propria e non solo (la loro musica vi farà subito pensare ai primi Cancer o ai Carcass, mentre in seconda battuta vi arriveranno vigorosi segnali death metal di scuola svedese). Insomma si morde senza mollare la presa, e si costruiscono le basi per un sano ricordo, un ologramma raffigurante tempi sempre più andati (solo per questo meriterebbero una chance).

Le chitarre vengono espulse a “pallettoni”, compresse all’inverosimile dentro un riffing essenziale che ignora bellamente la parola “grazia”. Fuoriesce solo coesione dalla tracklist, i sette pezzi sono così semplici nel loro avanzamento da non produrre neppure piccole preferenze (sia in positivo che in negativo). Randellano a testa bassa gli Horrified e riprendono puntualmente il lavoro da dove erano rimasti quando si tratta di attaccare con una nuova canzone (forse la singola canzone acquisterebbe maggior valore se slegata dal resto, ma è anche un discorso che avrebbe ben poco senso in questo caso). Sotto certi aspetti Descent Into Putridity vale più di una dichiarazione d’amore (compiuta con quel bel marcio e “fognario” vocione), una dichiarazione che oggi appare forse “imperfetta” ad orecchie via via sempre più logore. Ma il messaggio arriva inevitabile e pratica piccole e sincere scosse gradite, nonostante la votazione finale rimanga tendente ad un certo “raffreddamento” (il coinvolgimento c’è ma non procura brividi ed emozioni esagerati).

Il classico disco da comperare al volo solo quando sarà tempo di offerte, d’utilità per le più ampie collezioni in circolazione.

About Duke "Selfish" Fog