Horned Almighty – Contaminating The Divine

Contaminating The Divine uscì una prima volta nel 2008 ma ottenne completo lustro l’anno dopo grazie alla stampa su Obscure Abhorrence Productions. I vari dischi di Carpathian Forest, Darkthrone, Nattefrost […]

Contaminating The Divine uscì una prima volta nel 2008 ma ottenne completo lustro l’anno dopo grazie alla stampa su Obscure Abhorrence Productions. I vari dischi di Carpathian Forest, Darkthrone, Nattefrost o Satyricon usciti in quegli anni pagavano certamente dazio a quest’opera rude ed efferata, talmente “perfetta” da stentare a crederci. Chissà quanti di questi “illustri” avrebbero voluto comporre o ottenere un disco così compatto e di alto valore, ma a quanto pare ci erano riusciti proprio loro, gli Horned Almighty, fra i più beceri esponenti dell’immediatezza fatta black metal (oppure chiamatelo black’n’roll o come diamine credete sia meglio). Con questo rilascio i danesi “sputavano” forte nel piatto, aiutati dalle mani di Jacob Bredahl in cabina di regia.

Troveremo una interpretazione vocale dannata ed espressiva, roba che fa lo scalpo ai nomi più blasonati in circolazione. Per poter capire componenti come violenza e tiro bisognerà solo “fare l’errore” di imbattersi nella favolosa opener Vile Works Of Witchcraft, ovvero il trionfo assoluto di cosa significhi sbattere la testa in ogni dove o direzione possibile senza il pericolo di avvertire effettivo dolore fisico. Certo partire con un pezzo da novanta poteva essere a dir poco controproducente, ma la formazione riusciva a tenere il pesce all’amo, e non pensava minimamente di mollare quella presa stretta con accuratezza letale. Certo se mi avessero mantenuto il livello della prima canzone molto probabilmente non sarei qui a scrivere, ma c’è da stare comunque estasiati per tutta l’interezza di Contaminating The Divine. D’altronde quando proponi un cesto di canzoni come la title track (spumeggiante, dimostrazione di come si possa “non perdonare”), Litany For The Sick o la heavy The Doctrine Supreme sai benissimo come spiegare ad un estraneo le tue sporche e per niente nobili intenzioni.

Ancora mi coccolo gelosamente l’edizione in digipack (limitata a 300 copie) prodotta dalla già citata Obscure Abhorrence Productions. Ma in generale non posso proprio evitare di continuare a caldeggiare le fiammate prodotte da questi maledetti immondi. Contaminating The Divine è indicato a sole ed esclusive anime lerce, pronte a ribollire d’odio fino al midollo, un disco che per la prima volta ce li proponeva in via di particolare maturazione, una maturazione che navigava ancora beata fra quelle nefandezze che avevano dato loro vita. Horned Almighty, se fosse un film sarebbe: “quel battesimo andato storto”.

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