Holycide – Toxic Mutation

Bello, immediato e subito così semplice da risultare amabile Toxic Mutation, il mini cd del nuovo “progetto” del mai domo Dave Rotten (Avulsed, Famishgod e Christ Denied giusto per starne […]

Bello, immediato e subito così semplice da risultare amabile Toxic Mutation, il mini cd del nuovo “progetto” del mai domo Dave Rotten (Avulsed, Famishgod e Christ Denied giusto per starne a dire tre).

Il nome Holycide dirà forse poco (chissò se lo farà in futuro, non possiamo far altro che restare in spasmodica attesa) a molti, ma poco importa perché sono sicuro che quei pochi sapranno interiorizzare al meglio questi 24 minuti di thrash metal rozzo, primitivo ma ben studiato sotto la fonte. Cinque i brani presentati (più una ruspante cover dei Dark Angel con Merciless Death, la formazione è certamente una primaria influenza assieme alla scuola thrash canadese, ma senza omettere alcune strutture tipicamente tedesche alla Destruction/Tankard) sotto una copertina tanto classiche quanto di sicuro effetto (di quelle che mai stuferanno diciamo).

Gli Holycide portano a compimento un lavoro davvero egregio, la bandiera di riferimento recita “testa bassa e pedalare”, e così verremo posti a rimorchio su ritmiche ora sconnesse ora penetranti, trasportati da una prestazione vocale di Dave personale, “buffa” ed appassionante.

Toxic Mutation lascia spazio al facile entusiasmo forte di una tracklist che ci lascia dimenticare be volentieri il brano precedente a favore di quello on-air. Un suggello non da poco la riuscita cover di Merciless Death, un brano già impossibile da dimenticare agli albori dei tempi e solamente oliato a favore della coesione di questo ep. Il brano nella sua grandezza ci semplifica al meglio le intenzioni “poco banali” degli Holycide, la loro musica vuole difatti pungere, essere schietta senza cadere nella squallida mancanza di idee che molte volte compromette un risultato comunque dignitoso. Poi se ci mettiamo un buona produzione in grado di rendere onore ad ogni aspetto (proprio come si faceva un tempo, quando tutto era più “vivo”) della loro musica non c’è proprio motivo per “remare contro” ad un’uscita così piccola ma tremendamente efficace.

Prestare attenzione alle canzoni No Escape e Radiation Endgame ma senza nulla togliere al resto che lì resta insidioso ad orbitare.

About Duke "Selfish" Fog